Calcio Lecco: trasferte senza tifosi fino al prossimo febbraio

Dopo le violenze in città per il match contro il Catania all’orizzonte un provvedimento restrittivo per le due tifoserie

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Lecco

La tifoseria del Lecco, come quella catanese, va incontro a un lunghissimo stop. Fino al 1° febbraio 2027. Mai era stato adottato un provvedimento così restrittivo per le trasferte dei tifosi blucelesti. Non c’è ancora nessun documento scritto, ma la cosa sembrerebbe certa perché rivelata da fonti di Polizia alle forze dell’Ordine catanesi, in occasione della trasferta di Ascoli. Ovvero: quando si è trattato di vietare la trasferta degli etnei ad Ascoli, sarebbe emerso, tra le pieghe del provvedimento puntuale, anche quello più generale che riguarderà gran parte della prossima stagione. Di sicuro l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha rimandato gli “atti” di Lecco-Catania al Casms che è il comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive. Ma poi la questione sarebbe stata presa direttamente in mano dal Viminale, ovvero dal Ministero dell’Interno retto da Matteo Piantedosi. E nulla c’entrerebbero i precedenti scontri di Gorgonzola (con i tifosi della Giana Erminio) o di Cittadella (con i locali). Il provvedimento sarebbe stato adottato solamente per quanto accaduto tre ore prima di Lecco-Catania nei dintorni dello stadio. Da una parte e dall’altra si grida allo scandalo. I tifosi del Catania sostengono di essere stati provocati e parlano di “agguato”, mentre quelli del Lecco negano l’agguato e sostengono l’aggressione. Naturalmente la verità sta sempre nel mezzo e qualche tafferuglio c’era già stato prima della partita, occasionato dal girare dei minivan catanesi nel centro città anche a sportelloni aperti. Una vetrata di un minivan era stata infranta, si pensa a opera dei tifosi blucelesti (naturalmente le indagini sono ancora in corso). Vero o meno che sia il particolare, la reazione catanese è stata sicuramente violentissima. E a quel punto riuscire a fermare o superare le due tifoserie giunte a contatto, era impossibile visto che sul posto c’era solo un servizio preventivo e non il dispositivo che sarebbe scattato alle 18, con aliquote di Reparti Mobili, agenti della Polizia di Stato, Carabinieri e quant’altro. Di sicuro, senza nulla togliere alle responsabilità dei violenti, questo errore di sottovalutazione (eppure la Questura sapeva bene dei 1.200 tifosi rossoazzurri in arrivo), della pericolosità di lasciare scorazzare aliquote Ultras etnee liberamente per la città senza prevedere “scorte” o “accompagnamenti”, già dal primissimo pomeriggio (sempre se possibile farlo, naturalmente, visto che è difficile intercettare ogni singolo mezzo privato), è risultato decisivo. Ma la frittata è fatta e tifosi del Lecco e del Catania si dovranno guardare le partite in trasferta in televisione. O meglio: il divieto verrà presto formalizzato al Prefetto Paolo Ponta che dovrà confermarlo o meno, ma venendo direttamente dal Viminale, non ci sono molti dubbi sulla sua adozione. Oltre al danno la beffa: i settori ospiti degli stadi in cui il Lecco giocherà il prossimo campionato potrebbero essere rivenduti ai locali. Ovvero: settore chiuso ai residenti delle province di Lecco, Sondrio e quante altre deciderà il Prefetto. Ma aperto ai residenti delle città dove il Lecco andrà a giocare. Non c’è limite al peggio.

Ma è proprio vero che nessun lecchese potrà andare in trasferta? Sì e no. Di sicuro, come detto, fino al 1° febbraio i settori ospiti degli stadi in cui il Lecco giocherà saranno vietati ai residenti di Lecco e delle province limitrofe. Ma se non sarà specificato, altrimenti, i tifosi in teoria potrebbero rivolgersi ad altri settori dello stadio, a meno che non sia aggiunta, dai vari prefetti delle varie città, la postilla “vendita vietata in tutti i settori” (ai residenti in provincia di Lecco o limitrofe). Questo è già capitato a Catania dove i lecchesi non hanno potuto recarsi in nessun settore dello stadio Massimino. E potrebbe succedere di nuovo. Ma, di norma, non dovrebbe essere così. Ovvero prima di ogni gara in trasferta sarà vietata la vendita del settore ospiti, ma gli altri settori potrebbero essere lasciati di libera vendita se non ai residenti della Provincia di Lecco (e di Sondrio), degli altri tifosi del Lecco residenti, per esempio, in provincia di Como, Bergamo, Varese, Monza, Milano... Certo, non costituiscono il grosso del tifo bluceleste, ma qualcuno potrebbe essere ammesso a vedere il Lecco anche lontano dal Rigamonti-Ceppi. Purtroppo le brutte notizie, però, non sembrano essere riferite solamente al pesantissimo divieto di trasferta, bensì anche ai Daspo che sarebbero in preparazione. Si è letto di almeno cinque provvedimenti di allontanamento dagli stadi susseguenti ai fatti di Gorgonzola (scontri post gara), ma altri starebbero per scattare specificatamente per i fatti di Lecco-Catania. E sarebbero molti di più, com’è facile immaginare dal numero di persone coinvolte nella mega rissa di corso Papa Giovani XXIII. Tra divieti di trasferta e Daspo, pur giustificati dai fatti accaduti, il tifo bluceleste rischia di essere pesantemente colpito e la squadra, dunque, sfavorita nel prossimo torneo. C’è possibilità di ricorso da parte della società Calcio Lecco 1912 srl? Poche, davvero molto poche. Un ricorso sul divieto di trasferta a Brescia per i fatti di Gorgonzola e Cittadella, era già stato rigettato dal Tar della Lombardia. Il provvedimento ora viene direttamente dal Viminale e dovrebbe, dunque, essere impugnato presso il Tar, tribunale amministrativo regionale, del Lazio. E, comunque, non bisogna essere laureati in Giurisprudenza per comprendere che se un Tar ha rigettato il ricorso per quella che è stata poco più di una scaramuccia (Gorgonzola), figuriamoci se giudicherà “sproporzionato” il provvedimento susseguente ai fatti di Lecco-Catania. La strada, però, non è impraticabile perché un divieto di trasferta per una gara è una cosa e un divieto esteso a una ventina di gare, pur riferito alla gravità dei fatti occorsi, è tutt’altra questione. La parola, e la palla, appena il divieto verrà notificato alla società, passerà a via Don Pozzi a cui spetta la decisione se procedere o meno con un ricorso.

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