Asst Valtellina e Alto Lario: interventi alla mano raddoppiati in un anno, liste d’attesa in discesa

Le operazioni sono raddoppiate rispetto al 2024, con numeri ancora in crescita nel primo semestre di quest’anno. Sono 250 infatti gli interventi alla mano effettuati nell’anno in corso, con 100 pazienti già programmati e liste d’attesa in drastica diminuzione.

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Sondrio

Gli interventi di chirurgia della mano effettuati lo scorso anno nelle strutture di Asst Valtellina e Alto Lario sono raddoppiati rispetto al 2024, con numeri ancora in crescita nel primo semestre di quest’anno. Sono 250 infatti le operazioni alla mano effettuate nell’anno in corso, con 100 pazienti già programmati e liste d’attesa in drastica diminuzione.

Diretta dal primario Di Giovanni

È il quadro fornito ieri da Asst Valtellina e Alto Lario rispetto a questa branca dell’ortopedia e traumatologia di Sondrio dove un’equipe diretta dal primario Fabio Di Giovanni, che opera anche all’ospedale di Chiavenna con Matteo Broggi, responsabile dell’unità semplice, garantisce una risposta sempre più tempestiva ai pazienti affetti dalle principali patologie della mano, quali il tunnel carpale, il dito a scatto e le cisti tendinee.

Al loro fianco operano gli specialisti Matteo Bonalumi, Norma Colzani, Yuri Gazzoli, Chiara Martocchi e Daniele Bonini, con Domenico Ligari su Chiavenna, che insieme hanno dato una svolta alle attese che gravavano anche su questa branca e soprattutto hanno dato sollievo a tanti pazienti.

«Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei casi di sindrome del tunnel carpale e del dito a scatto – dicono da Asst –, patologie che colpiscono i nervi e i tendini, che hanno cause comuni legate agli stili di vita e che spesso coesistono nello stesso paziente. Grazie ad un intervento in anestesia locale, però, quest’ultimo vede risolti i propri problemi tenuto conto che a Sondrio e a Chiavenna si eseguono gli interventi a bassa intensità, mentre nel solo capoluogo vengono trattati i pazienti, spesso anziani, con patologie invalidanti, e che richiedono un monitoraggio più approfondito».

Tunnel carpale

Una patologia sulla quale ci illumina Matteo Broggi, responsabile della struttura semplice di ortopedia di Chiavenna.

«A soffrire per il tunnel carpale sono sia coloro che svolgono lavori manuali sia chi utilizza con frequenza il computer, ma anche tablet e cellulari – dice –. Al dolore sono associate difficoltà a muovere le dita che limitano il paziente nelle attività quotidiane. Tant’è che quando tutori, fisioterapia e infiltrazioni non sono più sufficienti si rende necessario l’intervento chirurgico che non comporta rischi, con una ripresa della funzionalità dell’arto garantita generalmente in tempi molto brevi, più lunghi, invece, nei casi gravi, quando il disturbo è stato trascurato».

La diagnosi è fornita dal medico specialista, mentre l’intervento è preceduto da una elettromiografia, esame che permette di valutare la funzionalità di nervi e muscoli, effettuata all’ospedale di Sondrio in sede di prericovero.

E non è tutto, perché Asst Valtellina e Alto Lario assicura essere stati raggiunti altri importanti risultati in sede di abbattimento delle liste d’attesa anche con riferimento agli interventi di protesi totale d’anca, di ginocchio e della spalla. Dalla prima visita ortopedica, assicurano sempre da Asst, trascorrono tra i due e i tre mesi dall’intervento.

«Nonostante l’elevato numero di interventi in urgenza a seguito di traumi maggiori – chiosano da Asst –, e la persistente carenza di medici ortopedici, negli ultimi due anni si è riusciti ad abbattere le lunghe liste d’attesa che si erano formate durante la pandemia, garantendo tempi certi ai pazienti».

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