Il Ragno Della Bordella in Patagonia, «Obiettivo: Cerro Piergiorgio»

L’alpinista del gruppo dei Ragni di Lecco è impegnato con i giovani del Cai Eagle Team: «La Patagonia regala il solito ottovolante di emozioni»

Lecco

«Ecco svelato quel grande obiettivo che mi frullava in testa ormai da tanto, troppo tempo: Cerro Piergiorgio!». Lo ha annunciato sui suoi profili social Matteo Della Bordella, alpinista ed ex presidente dei Ragni di Lecco, impegnato in una nuova spedizione in Patagonia con i giovani talenti del Cai Eagle Team, progetto da lui stesso ideato e che trova coronamento proprio in questa occasione.

«Unire grandi obiettivi alpinistici - continua Della Bordella - con un percorso di crescita ed esperienza per i giovani talenti, era la mia visione iniziale del progetto Cai Eagle Team. In mezzo a difficoltà e imprevisti ci stiamo provando, stiamo facendo del nostro meglio e la Patagonia ci sta regalando il classico ottovolante di emozioni tra successi, ritirate, soccorsi, infortuni, sogni e speranze». L’obiettivo è, appunto, completare la via iniziata da Maurizio Giordani e Luca Maspes nel 1995 sul versante nordovest del Cerro Piergiorgio.

Nei giorni scorsi la cordata è riuscita con successo a scalare metà parete. Soddisfatti del risultato raggiunto, Della Bordella e i compagni Dario Eynard e Mirco Grasso hanno sfruttato al massimo la finestra meteo disponibile, per poi fare rientro a El Chaltén. Ora rimangono in attesa di una nuova finestra di bel tempo che, se fosse abbastanza lunga e stabile, gli permetterebbe potenzialmente di completare la via.

Conclude Della Bordella: «Impossibile non restare a bocca aperta davanti a questa muraglia di roccia che sembra una diga naturale alta 900 metri, uno specchio liscio, privo di ogni linea logica che indichi chiaramente una salita. È ancora presto per dire quanto in alto arriveremo, ma senza dubbio vogliamo spremere fino all’ultima goccia tutto quello che arriverà da questa grande esperienza».

Per i Ragni di Lecco il Cerro Piergiorgio è una meta già esplorata in diverse occasioni. Resta da completate la via Giordani-Maspes. Prende il nome da Pier Giorgio Frassati, studente appassionato di montagna morto nel 1925 a 24 anni e beatificato nel 1990 da Papa Giovanni Paolo II.

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