BRUXELLES - Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi o estendersi potrà portare a "uno shock stagflazionistico sostanziale" per l'economia globale ed europea. Lo ha detto il commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, prima dell'Eurogruppo. Dipenderà "dalla durata e dall'ampiezza regionale del conflitto". Se durasse oltre due settimane e portasse a interruzioni delle spedizioni su Hormuz o attacchi alle infrastrutture nel Golfo, potrebbe provocare "prezzi dell'energia più alti che si trasmetterebbero all'inflazione, effetti negativi sulla fiducia, interruzioni delle catene di approvvigionamento" e stretta nei finanziamenti.
Il principale canale di trasmissione della crisi, ha spiegato Dombrovskis, è quello energetico, attraverso eventuali interruzioni delle forniture e l'aumento dei prezzi. "In uno scenario più favorevole, se il conflitto restasse contenuto entro un paio di settimane, ci si può aspettare che non abbia effetti rilevanti sull'economia globale ed europea", ha osservato. Al contrario, se la guerra diventasse più prolungata e coinvolgesse le rotte commerciali ed energetiche della regione, ad esempio con interruzioni delle spedizioni nello Stretto di Hormuz o attacchi alle infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo, potrebbe determinare un aumento dei prezzi dell'energia con effetti a catena sull'inflazione, sulla fiducia e sulle catene di approvvigionamento, oltre a condizioni di finanziamento più restrittive.
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