Cultura e Spettacoli / Lecco città
Martedì 20 Gennaio 2026
Il viaggio di Frau fra musica e parole si chiude all’officina Badoni
Concerto del cantautore lecchese dopo diverse esibizioni in librerie d’Italia e d’Europa
Lecco
C’è un modo preciso per chiudere un cerchio: tornare dove tutto ha cominciato a prendere forma. All’Officina Badoni, il cantautore lecchese Frau ha concluso il suo tour “La seconda notte” proprio nella città che è stata culla per la sua traiettoria artistica. La fine di un percorso volutamente intimo e narrativo, che ha scelto librerie e luoghi di parola, prima dei palchi, attraverso l’Italia e l’Europa. «Chiudere il tour a Lecco, nella stessa città dalla quale tutto è partito, è per me un gesto naturale e necessario», ha confessato Frau. «Questo concerto è il sigillo di un viaggio, di un progetto nato nelle librerie, tra musica e letteratura, che si conclude con uno sguardo rivolto al futuro e alle prossime notti ancora da raccontare».
L’introduzione letteraria è stata curata da Libreria Volante, un ponte dichiarato tra letteratura e musica, dal quale hanno preso forma “La prima notte” e “La seconda notte”: capitoli di uno stesso racconto, nel quale la parola si conferma protagonista e la produzione si fa essenziale.
Sul palco, con Frau, anche Massaroni Pianoforti; due scritture affini che insieme hanno dato corpo a Disgraziato Amore Mio. Non un concerto tradizionale, ma un sentimento condiviso, nel quale malinconia, rabbia e riflessione si alternano, affidandosi all’intensità della voce. Il cantautorato di Frau si muove in questa zona di confine: è un songwriting che non rincorre l’urgenza del ritornello né la posa generazionale, ma lavora per sottrazione. I testi sono diretti, spesso spigolosi, abitati da fratture personali, mentre la musica sceglie di non proteggere le parole, ma di lasciarle esposte. Senza aderire ad un’estetica precisa, un cantautorato che guarda al rock e all’indie, e che usa l’intimità non come rifugio ma come strumento di verità. “La seconda notte” illumina un passaggio di consapevolezza: non segue una resa dei conti ma solo l’urgenza di mettere a fuoco. È una musica che non cerca scorciatoie, che abita le ombre e le espone alla giusta luce. E forse non è un caso che a concludere il tour sia stato un luogo come Officina Badoni: spazio di comunità ed espressione.
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