Lecco, Officina Gerenzone: un viaggio nella storia dei Badoni tra Otto e Novecento

Una passeggiata alla scoperta dei luoghi dove la famiglia lecchese sviluppò la sua attività industriale. Aperta ai partecipanti anche l’antica villa

Lecco

Un successo il pomeriggio organizzato da Officina Gerenzone aps e interamente dedicato ai luoghi in cui la famiglia Badoni sviluppò tra il XVIII e il XX secolo la sua lunga esperienza imprenditoriale. Quasi un centinaio di persone ha affollato il punto di ritrovo, nella parte alta di San Giovanni alla Castagna, da cui è partita la passeggiata che li ha accompagnati alla villa di Corso Matteotti. Capitanato da Paolo Colombo, presidente del sodalizio fattivamente impegnato nella valorizzazione dell’identità della Vallata e del territorio lecchese, il folto gruppo ha toccato i luoghi che hanno fatto nel tempo da scenografia alle vicende familiari e manifatturiere della famiglia.

Luoghi, personaggi, curiosità e anche «stranezze» sono state condivise a più voci da Colombo assieme a Carlo Polvara, Barbara Cattaneo, Carlo Brivio e Francesco D’Alessio. Presente anche Giorgio Cortella, autore del volume appena uscito per volere della Bonfanti Italgru (proprietaria tuttora del marchio “Antonio Badoni”) che ha illustrato molti aspetti della complessa vicenda industriale dei Badoni, fino ai tempi più recenti. Alla breve sosta nella piazzetta della Castagna, simbolo delle relazioni sociali e anche familiari saldate dai Badoni nel corso dell’Ottocento con gli esponenti di altre affermate realtà commerciali (come i Gerosa, gli Spreafico e i Gattinoni), è seguito un passaggio nel parchetto di via Tirabagia dove ancora sopravvive un tratto di roggia con la chiusa che alimentava il grande filatoio innalzato in età napoleonica dai Badoni. Sul ponte del Seminario si è richiamato l’importante impianto che i Badoni avviarono verso gli anni Trenta dell’Ottocento, ovvero il laminatoio di Arlenico (toponimo “trasferito” vicino al Caleotto assieme allo spostamento dell’opificio che ne portava il nome) che si affiancava agli altri loro poli produttivi di Somana, Rancio e, in seguito, di Bellano.

L’ultima tappa a villa Badoni ha riservato ai partecipanti un’inaspettata sorpresa: grazie alla disponibilità di Francesca Brambilla, pronipote dell’ingegnere Giuseppe Badoni, è stato possibile accedere all’antico salone a doppia altezza disegnato da Leopoldo Pollach per la versione originaria della casa commissionata da Giovanna Mellerio, principessa Barbiano di Belgiojoso d’Este.

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