Acinque chiude il 2025 con un utile stabile e investimenti per quasi 70 milioni
Il gruppo conferma i risultati dell’anno precedente nonostante il contesto internazionale incerto. EBITDA a 97,7 milioni, indebitamento in calo e dividendo proposto di 0,085 euro per azione. Rafforzato l’impegno su sostenibilità e transizione energetica.
Nonostante un quadro economico globale segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati energetici e forte competizione nel settore delle commodities, il gruppo Acinque chiude il 2025 con risultati sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Il Consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio consolidato, comprensivo della rendicontazione di sostenibilità, e il progetto di bilancio della capogruppo al 31 dicembre 2025.
Il risultato netto si attesta a 21,04 milioni di euro, praticamente stabile rispetto ai 21,06 milioni del 2024. I ricavi consolidati raggiungono i 590,6 milioni di euro, in lieve crescita rispetto ai 589,3 milioni dell’anno precedente. Il margine operativo lordo (EBITDA) è pari a 97,7 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 100,5 milioni del 2024, mentre il margine operativo netto (EBIT) scende a 38 milioni di euro dai 46 milioni registrati dodici mesi prima.
«Nonostante un contesto internazionale particolarmente complesso, il Gruppo Acinque chiude l’esercizio 2025 con un utile netto allineato al 2024, anno contraddistinto da risultati di assoluto livello», commenta l’amministratore delegato Stefano Cetti. «Frutto della capacità di iniziativa del Gruppo e del suo impegno verso una crescita sostenibile e responsabile nei confronti degli stakeholder e dei territori in cui opera, con investimenti strategici sostenuti da una visione e da un orizzonte di ritorno sul medio e lungo periodo. Nel Piano Industriale decennale 2026-2035, il primo della storia del Gruppo promuoviamo, infatti, un modello di sviluppo sostenibile che nasce dal territorio e cresce insieme alle comunità che lo abitano, valorizzando nel percorso il nostro asset principale: tutte le persone che lavorano nel Gruppo».
Nel corso del 2025 il gruppo ha realizzato investimenti complessivi per 69,8 milioni di euro, destinati soprattutto allo sviluppo delle reti e delle infrastrutture energetiche e idriche, al potenziamento del teleriscaldamento, all’efficienza energetica e alla gestione ambientale. Una quota significativa è stata destinata anche alla mobilità elettrica, alle smart city e agli impianti di produzione di energia rinnovabile.
Sul fronte finanziario si registra un miglioramento dell’indebitamento netto, sceso a 170,3 milioni di euro rispetto ai 176,1 milioni del 2024. Gli indicatori confermano la solidità della struttura finanziaria del gruppo: il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA si attesta a 1,74, mentre il leverage è pari a 0,33.
L’assemblea degli azionisti, convocata per il 27 aprile a Monza, sarà chiamata ad approvare la distribuzione di un dividendo lordo di 0,085 euro per azione, in linea con quello dell’anno precedente. Lo stacco della cedola è previsto il 6 luglio, con pagamento l’8 luglio 2026.
Il bilancio include per il secondo anno anche la rendicontazione di sostenibilità redatta secondo la direttiva europea CSRD. Il gruppo ha confermato l’impegno su diversi fronti ESG: dall’aumento dell’energia rinnovabile prodotta e consumata alla riduzione delle emissioni di gas serra, fino al rafforzamento delle politiche sociali interne. Tra i dati più significativi figurano oltre l’88% di energia elettrica da fonti rinnovabili fornita al mercato domestico e una quota di donne manager pari al 40%.
Il piano di sostenibilità decennale del gruppo prevede 42 indicatori di performance e punta su efficienza energetica, sviluppo delle reti intelligenti, economia circolare e formazione delle persone. Nel 2025 si registra inoltre un aumento della produzione di energia rinnovabile, una diminuzione complessiva delle emissioni e una riduzione degli infortuni sul lavoro.
Guardando al 2026, Acinque segnala un contesto internazionale ancora incerto, soprattutto per gli effetti delle tensioni in Medio Oriente sul mercato energetico e sui prezzi delle materie prime. Il gruppo continuerà a monitorare l’andamento delle commodities e l’evoluzione delle politiche energetiche, mantenendo una strategia orientata allo sviluppo delle rinnovabili, alla decarbonizzazione delle reti e alla crescita dei servizi energetici a valore aggiunto.
Grazie alla diversificazione delle attività, in gran parte legate a servizi essenziali e in parte regolati, il gruppo ritiene comunque di poter mantenere risultati positivi anche nel 2026, pur prevedendo performance più contenute rispetto all’anno appena concluso. L’obiettivo resta quello di rafforzare il percorso di innovazione e sostenibilità, investendo nella transizione energetica e nello sviluppo dei territori del Nord Lombardia.
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