Da S&P giudizio positivo sui costi olimpici: «Nessun rischio per i bilanci»

L’agenzia di rating sottolinea che i contributi statali proteggono i bilanci degli enti locali, e prevede benefici dal turismo per territori come Sondrio.

Sondrio

«I Giochi di Milano-Cortina 2026 non rappresenteranno un rischio per i conti pubblici italiani né per i bilanci degli enti locali e regionali coinvolti». A meno di una settimana dall’inaugurazione delle Olimpiadi invernali, è positivo il giudizio espresso da S&P Global Ratings, che in un report dedicato all’evento internazionale sottolinea come l’impatto finanziario complessivo sarà più contenuto rispetto a grandi manifestazioni del passato, a partire da Expo Milano 2015.

Secondo l’agenzia di rating, la scelta di limitare gli investimenti sugli impianti sportivi e di concentrare la spesa soprattutto sulle infrastrutture di trasporto ha permesso di contenere i costi. Un’impostazione che interessa da vicino anche i territori alpini e la provincia di Sondrio, protagonista con Bormio e Livigno sedi di gara, chiamata dunque a intercettare parte dei flussi turistici legati ai Giochi.

Nel dettaglio, S&P stima che quasi 2,7 miliardi di euro, pari al 66% degli investimenti complessivi, siano destinati a infrastrutture ferroviarie, stradali e al miglioramento del trasporto locale. Gli investimenti negli impianti olimpici rappresentano invece il restante 34%, restando sotto la soglia di 1,4 miliardi di euro. Tra i progetti principali figurano la ricostruzione del centro di pattinaggio Eugenio Monti di Cortina e gli interventi a Predazzo, mentre l’utilizzo di strutture già esistenti, come la Fiera Milano, viene indicato come esempio virtuoso di contenimento dei costi.

Un altro elemento che rassicura i mercati è il ruolo centrale dello Stato. «I contributi statali hanno finanziato la maggior parte degli investimenti, proteggendo i bilanci degli enti locali» spiega Mariamena Ruggiero, credit analyst di S&P Global Ratings. Anche gli extra costi legati allo shock inflazionistico del biennio 2022-2023 e ai progetti aggiuntivi saranno sostenuti principalmente dal governo centrale.

Per quanto riguarda la gestione dell’evento, il budget operativo della Fondazione Milano-Cortina 2026 ammonta a 1,7 miliardi di euro. Quasi il 60% delle risorse proverrà dal Comitato olimpico internazionale, attraverso diritti televisivi e sponsorizzazioni, mentre il resto sarà coperto da biglietteria e merchandising. Il rischio di sforamenti rimane legato all’affluenza, ma le previsioni sono positive: gli organizzatori stimano circa due milioni di spettatori, ben più degli 1,5 milioni registrati a Torino 2006.

Un segnale incoraggiante arriva anche dai dati sui flussi turistici: secondo S&P, le prenotazioni aeree e alberghiere indicano un aumento del 160% degli arrivi dall’estero nel nord Italia nel periodo olimpico. Numeri che potrebbero tradursi in benefici indiretti anche per la Valtellina, già meta consolidata del turismo invernale e facilmente raggiungibile dalle sedi di gara.

Fuori dal bilancio del comitato organizzatore, il governo ha inoltre autorizzato circa 200 milioni di euro per sicurezza, logistica e promozione turistica. I comuni situati entro 30 chilometri dalle sedi olimpiche potranno aumentare la tassa di soggiorno nel 2026, con il 50% dei proventi aggiuntivi destinato allo Stato.

Il giudizio finale di S&P è complessivamente positivo, anche se non privo di cautela: «Non ci aspettiamo che i Giochi lascino un’eredità economica significativa nel lungo periodo» sottolineano gli analisti, ricordando che l’Italia è già uno dei principali Paesi turistici d’Europa. Per territori come la provincia di Sondrio, la sfida sarà trasformare l’eccezionale vetrina olimpica in un’occasione duratura di promozione e sviluppo.

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