Economia / Sondrio e cintura
Venerdì 06 Marzo 2026
Fusione Bps-Bper: «Consolidamento con una banca legata al territorio»
L’ad in audizione in Senato: «Nessuna altra aggregazione all’orizzonte»
Consolidamento «con un’ottima banca», mantenimento dei presidi nei territori e continuità anche all’estero con la controllata svizzera BpS Suisse. In audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche al Senato, l’amministratore delegato di Bper Banca, Gianni Franco Papa, ha confermato la linea del gruppo sull’integrazione della Banca Popolare di Sondrio: nessuna nuova operazione di acquisizione all’orizzonte, ma piena concentrazione sul completamento del processo avviato l’anno scorso con l’offerta pubblica di scambio.
«In questo momento non siamo interessati ad altre operazioni di aggregazione o acquisizione. Siamo impegnati nell’integrazione della Popolare di Sondrio: è questo ciò che ci occupa - ha spiegato l’ad -. La nostra banca è cresciuta molto grazie alle acquisizioni degli ultimi anni e adesso dobbiamo “digerire” e consolidare». Il percorso di integrazione dell’istituto di piazza Garibaldi procede secondo il programma fissato e, come è noto, si concluderà il 20 aprile dopo il lavoro iniziato l’estate scorsa con l’apertura di 23 cantieri operativi. Secondo l’amministratore delegato di Bper, l’ingresso della Popolare rappresenterà anche un acceleratore per il piano industriale del gruppo, che prevede tra l’altro un rafforzamento delle commissioni e il conseguimento di sinergie operative. Il tutto senza ricadute sul piano occupazionale. «I livelli di occupazione saranno preservati in accordo con le parti sociali» ha assicurato Papa ribadendo anche in questa occasione la nascita della nuova struttura territoriale con sede proprio a Sondrio.
«Sarà istituita una direzione generale Lombardia Nord che si aggiungerà alle nove già presenti nel gruppo» ha spiegato l’amministratore delegato. L’integrazione sarà accompagnata anche da investimenti in tecnologia e formazione, mentre sul fronte del personale il gruppo punta a valorizzare le competenze già presenti nell’istituto valtellinese. «Siamo pronti ad allargare la nostra squadra ai dipendenti della Sondrio» ha detto Papa, ricordando come circa il 40% del management di Bper provenga da banche entrate nel gruppo negli ultimi anni. Nel corso dell’audizione è tornato anche il tema delle osservazioni sulla governance della Popolare sollevate nei mesi scorsi dalla vigilanza europea. «Sondrio è un’ottima banca e confermo che c’erano alcuni problemi segnalati dalla Bce, ma li stiamo risolvendo implementando il nostro modello, che rispetta i dettami di Francoforte - ha spiegato Papa -. Al di là di questi aspetti non abbiamo trovato nulla di strano». Confermata anche in questa sede la volontà di mantenere operativa la controllata elvetica BpS Suisse, attiva soprattutto nel settore dei mutui e ben radicata nel mercato locale svizzero. Papa ha infine respinto le accuse di contribuire alla cosiddetta desertificazione bancaria. «Bper non è protagonista di questo fenomeno» ha detto, ricordando che il gruppo conta circa 2.050 filiali in tutta Italia e in molti territori rappresenta l’unico presidio bancario disponibile e che anche dopo l’integrazione con la Popolare di Sondrio le chiusure previste saranno limitate. «Parliamo di una novantina di filiali, che in realtà sono consolidamenti perché in alcune città abbiamo due sportelli uno accanto all’altro» ha specificato. In diversi casi, ha precisato Papa, sarà mantenuta la filiale storicamente appartenuta alla Popolare e chiusa invece quella di Bper. Un segnale che punta a rassicurare territori e clientela nella fase di passaggio verso il nuovo assetto del gruppo.
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