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Sabato 14 Marzo 2026
Gasolio alle stelle, l’allarme degli autotrasportatori: «Molte aziende a rischio chiusura»
Il presidente regionale della Federazione autotrasportatori italiani, Giorgio Colato, avverte: l’aumento improvviso del carburante mette in difficoltà soprattutto le piccole imprese tra Lecco e Como.
Lecco
L’impennata del prezzo del gasolio rischia di mettere in ginocchio molte aziende dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Giorgio Colato, presidente regionale della Federazione autotrasportatori italiani, che parla apertamente della possibilità che diverse imprese del settore non riescano a reggere a lungo una situazione di costi così elevati.
«Il gasolio ha avuto un incremento molto forte negli ultimi giorni e questo sta creando grosse difficoltà alle aziende», spiega Colato. Un aumento che gli operatori stanno cercando di assorbire senza scaricarlo immediatamente sui clienti, ma che nel medio periodo potrebbe diventare insostenibile. «Stiamo cercando di non trasferire subito questi costi sulla committenza, ma se la situazione dovesse continuare così diventerà inevitabile. E a quel punto il problema non sarà più solo del nostro settore, ma di tutta la collettività».
Il rischio più concreto riguarda soprattutto le imprese di dimensioni medio-piccole, che rappresentano la parte più ampia del comparto. Nel territorio compreso tra Lecco e Como le aziende associate alla Federazione sono circa 1.500 e molte di queste, avverte Colato, potrebbero trovarsi in seria difficoltà se l’attuale livello dei prezzi dovesse protrarsi nel tempo.
«Le aziende più piccole rischiano di chiudere – osserva – perché non hanno margini sufficienti per sostenere a lungo un aumento così rapido del carburante». Anche le realtà più strutturate potrebbero trovarsi costrette a rivedere la propria attività, cercando di resistere fino a quando non sarà possibile adeguare i costi del trasporto.
Una differenza importante riguarda le imprese che operano con contratti formalizzati con i committenti. In questi casi è prevista la possibilità di aggiornare le tariffe in base all’andamento del prezzo del gasolio, mentre le aziende che lavorano senza accordi scritti sono più esposte alle oscillazioni del mercato.
La Federazione degli autotrasportatori ha inoltre espresso forte preoccupazione per l’andamento dei prezzi dei carburanti, ritenuto anomalo. «Abbiamo già protestato con le compagnie petrolifere – sottolinea Colato – perché riteniamo che questo aumento improvviso non abbia ragione di essere così marcato. Temiamo possa trattarsi di una bolla speculativa».
A rendere ancora più incerto lo scenario contribuisce anche il rallentamento della domanda di trasporto pesante. Molti committenti stanno infatti aspettando di capire come evolverà la situazione prima di movimentare la merce, con il risultato di ridurre ulteriormente i margini operativi delle aziende.
In un contesto già fragile, l’aumento del gasolio rischia quindi di trasformarsi in un fattore decisivo per la sopravvivenza di molte imprese del settore. «Se i prezzi dovessero restare su questi livelli – conclude Colato – diverse aziende potrebbero non farcela».
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