Economia / Lecco città
Giovedì 12 Marzo 2026
Il metalmeccanico tiene: Lecco resta la provincia delle tute blu
Diminuisce il numero di imprese, ma aumentano ordini e fatturato. Record in Italia per l’incidenza del settore nel quadro economico generale
Nel cuore manifatturiero del Lario il sistema delle imprese continua a muoversi tra nuove aperture, chiusure e aziende che resistono sul mercato. I dati più recenti della Camera di Commercio di Como-Lecco restituiscono un quadro fatto di luci e ombre: il numero complessivo di imprese diminuisce, ma l’industria – e in particolare la filiera metalmeccanica che caratterizza il Lecchese – mostra segnali di tenuta.
A fine 2025, Lecco si conferma la prima provincia d’Italia per incidenza della metalmeccanica sul totale degli addetti e delle imprese. Nel 2025 il saldo tra aziende nate e cessate resta negativo. A Lecco si sono registrate 1.438 nuove imprese a fronte di 2.007 cessazioni, per un saldo di -569. Complessivamente il numero è sceso del 2,2% rispetto all’anno precedente, contro una media nazionale del -0,5%. Anche nella metalmeccanica il numero delle imprese attive è diminuito: nel 2025 Lecco ne ha perse 65, scendendo a 1.900 a fine anno. Dietro questi numeri c’è però un contesto economico più articolato. Se da un lato il tessuto imprenditoriale si riduce, dall’altro il comparto industriale – storicamente trainato dalla metalmeccanica – mostra dinamiche differenti.
Nel Lecchese gli indicatori del 2025 risultano in crescita: la produzione industriale totale è aumentata del 2,5%; ordini e fatturato segnano rispettivamente +0,8% e +0,5%. L’occupazione rimane positiva, seppure con un incremento più contenuto. Un andamento coerente si osserva nella metalmeccanica, che nei primi nove mesi del 2025 ha registrato una crescita della produzione dell’1,7%. Guardando ai prossimi mesi, le aspettative delle imprese appaiono in miglioramento (in un quadro che non incorpora ancora gli ultimi sviluppi in Medio Oriente). Torna positivo il saldo tra imprenditori ottimisti e pessimisti sulla produzione e sulla domanda estera; le previsioni sull’occupazione sono favorevoli. Segnali positivi arrivano anche dall’export: nei primi nove mesi del 2025 la metalmeccanica ha rappresentato il 72% delle esportazioni provinciali, in aumento del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Un altro dato incoraggiante arriva dal fronte degli ammortizzatori sociali: nel 2025 le ore di cassa integrazione autorizzate sono diminuite del 14,3% anno su anno. In un territorio storicamente legato alla lavorazione dei metalli e alla meccanica, l’immagine che emerge è quella di un sistema in trasformazione: meno imprese in termini numerici, ma una parte dell’industria che continua a investire e a restare competitiva. Questa dinamica può essere legata anche alla trasformazione tecnologica che sta attraversando il manifatturiero. L’automazione dei processi e l’introduzione di macchinari sempre più avanzati permettono alle aziende di produrre di più con strutture più snelle, mentre il settore vive una fase di selezione, aggregazione e specializzazione. Il tessuto produttivo sembra quindi evolversi più che ridursi: meno aziende, ma realtà spesso più strutturate e orientate all’innovazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA