La guerra in Medio Oriente cambia le vacanze

Sala (Springbook Viaggi di Lecco): “La gente ha imparato a convivere con le guerre”. I viaggiatori evitano le zone di crisi e scelgono mete più sicure come Spagna, Canarie e Italia.

Lecco

Non c’è dubbio. La guerra in Medio Oriente, oltre a mietere migliaia di vittime, fa male all’economia. In primis a quella dell’energia, legata al petrolio, e, a cascata, a tutte le sue ramificazioni. Ma fa male anche al turismo e a chi, come tante agenzie viaggi, vende(va) viaggi in Medio Oriente, con qualche importante novità rispetto alle crisi geopolitiche del recente passato. Maurizio Sala, titolare della Springbook Viaggi di Lecco, spiega: «Faccio questo lavoro da 36 anni e nel 1990, prima guerra del Golfo, la gente per sei mesi non si fece più vedere in agenzia. E poi nel 2001 ci furono le Torri Gemelle, altra crisi. Ma da allora la gente ha imparato a convivere con le guerre e le disavventure internazionali. C’è qualcuno che ha paura e chiama per sapere da noi come andrà a finire, ma ho confermato, per ora, un paio di viaggi in Mar Rosso. Certo, la preoccupazione c’è, però se ci si pensa bene, quante basi aeree americane ci sono in Egitto? È forse più probabile che colpiscano altre mete turistiche. Per questo dico che stiamo lavorando ancora bene con il Mar Rosso».

Naturalmente le altre mete sono off limits: «Nessuno viene a chiedermi di andare a Dubai, questo è certo – spiega Sala –. Ma faccio un esempio: un mio gruppo doveva partire ai primi di aprile per andare in Oman, ma ora semplicemente si è rischedulato: va alle Canarie spostando la meta, ma non annullando il viaggio». E Sala sottolinea: «L’importanza dei tour operator e delle agenzie di viaggio in queste crisi è grande. Vorrei sottolineare che tutti quelli presi alla sprovvista sono stati aiutati e riportati a casa da chi ha organizzato il viaggio perché le agenzie sono obbligate a farlo per legge. Un’amica di una mia cliente che si è trovata da sola alle Maldive ha chiesto aiuto per tornare in Italia. Io l’ho aiutata e oggi tornerà a Lecco. Altri hanno aspettato molto più a lungo... I viaggi “fai da te” avranno costi in meno, ma le agenzie danno sempre assistenza ai clienti».

Anche Richard Rigamonti di Rigamonti Travel Company (con uffici in corso Martiri, come Virtual Travel e a Calolziocorte, Rigamonti Viaggi di Calolziocorte) è convinto della bontà del suo lavoro: «Stiamo rallentando il flusso di richieste estive e l’italiano tentenna molto, ma i nostri clienti che erano in giro, anche in Medio Oriente, sono tutti tornati senza nessun disagio, anche perché con il pacchetto organizzato, per normativa e legge forniamo, noi agenti di viaggio, tutele e assicurazioni con intervento immediato nel rimpatrio dei clienti. Nessuno dei nostri clienti ha avuto problemi mentre il viaggiatore “fai da te” ha subito pesanti conseguenze».

Le mete scomparse dalle prenotazioni? «Naturalmente Iran, Iraq, Emirati Arabi, Doha, Israele, Cipro e simili... Invece Malta ed Egitto non hanno problemi. Paradossalmente non ci sono diminuzioni nel volume generale delle prenotazioni. Si spostano le mete: Spagna e Canarie stanno già aumentando di prezzo, oltre che di considerazione e probabilmente anche l’Italia stessa aumenterà di costo, perché tanti avranno paura di muoversi in queste condizioni e cercheranno mete sul nostro territorio».

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