Lecco. Cassa integrazione, metalmeccanica in affanno: pesa per l’84% nel terzo trimestre 2025

Caso Carcano, produzione ridotta e cassa integrazione a rotazione fino al 2026. Dai dati Excelsior segnali negativi anche per il mercato del lavoro lecchese, con meno assunzioni e contratti sempre più precari

Lecco

Il settore metalmeccanico continua a essere di gran lunga il più colpito dal ricorso alla Cassa Integrazione, rappresentando l’84% del totale nel terzo trimestre 2025. Un dato in ulteriore crescita rispetto all’81% del secondo trimestre 2025 e soprattutto al 63% registrato nel terzo trimestre 2024.

Un caso emblematico è quello della Carcano Antonio spa di Mandello del Lario. Nonostante il ripristino della macchina di laminazione nello stabilimento di Delebio, danneggiata dall’incendio dell’ottobre 2024, la produzione negli impianti di trasformazione di Mandello e Andalo è ripresa con volumi sensibilmente ridotti. A questo si aggiunge l’assenza di sviluppi sulla trattativa di vendita con l’acquirente cinese, attualmente bloccata dal MIMIT, e il rinvio dell’incontro richiesto dai sindacati in IV Commissione di Regione Lombardia che si doveva tenere in questi giorni. Per i circa 500 dipendenti diretti dell’azienda (oltre 700 considerando l’indotto), l’unica certezza resta la proroga della cassa integrazione ordinaria a rotazione fino ad aprile 2026.

Il settore tessile nel terzo trimestre 2025 raggiunge il 10% del totale, in lieve aumento rispetto all’8% del trimestre precedente e al 6% del terzo trimestre 2024.

Di segno opposto è invece l’andamento del comparto carta, stampa ed editoria, che passa dal 9% del secondo trimestre 2025 all’1% del terzo trimestre 2025, tornando sui livelli minimi già osservati nel terzo trimestre 2024. La chimica-gomma-plastica compare solo nel terzo trimestre 2025 con una quota del 3%, in crescita rispetto al 2% del terzo trimestre 2024, mentre non era presente nel secondo trimestre 2025.

Il commercio mantiene un ruolo del tutto marginale ed è presente esclusivamente nel secondo trimestre 2025 con l’1%, per poi scomparire nel trimestre successivo. L’edilizia, infine, resta stabile all’1% nei due trimestri del 2025, ma il confronto con il terzo trimestre 2024, quando pesava per il 28%, evidenzia un vero e proprio crollo del ricorso alla Cassa Integrazione nel settore.

Sintomi negativi traspaiono anche se guardiamo al prossimo futuro tramite i dati offerti dal Sistema Informativo Excelsior: nel mese di gennaio 2026, infatti, nel mondo del lavoro lecchese sono previsti 110 ingressi in meno rispetto a gennaio 2025; se guardiamo al trimestre gennaio-marzo 2026 il calo sarà di 730 addetti rispetto all’anno precedente.

Il dato, già di per sé negativo, è affiancato da altre criticità: solo il 29% delle entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 71% dei casi saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Permane inoltre il disallineamento tra domanda e offerta, tanto che in 48 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati.

Il commento di Mirco Scaccabarozzi, Segretario Generale CISL Monza Brianza Lecco:

«Leggendo il dato della produzione metalmeccanica del 2025, decisamente in calo, al pari, in diversi casi, del portafoglio ordini e dell’export, alla luce anche del dato CIG, la CISL è fortemente preoccupata del futuro di questo comparto manifatturiero vitale per il nostro territorio. Certo non si può sottacere il rischio connesso alla possibile carenza in futuro di materie prime e alla fluttuazione dei prezzi energetici, nonché di eventuali mutamenti degli scenari macroeconomici globali, correlati a conflitti, politiche doganali dissennate e frammentazione dei mercati. Nondimeno, unica possibilità per uscire dalle secche dell’attuale frangente, crediamo sia l’investimento in nuove tecnologie, pur consapevoli dell’enorme difficoltà in tanti casi dell’accesso al credito bancario. Alla politica chiediamo, anche sulla base di quanto a più riprese sostenuto dal governatore di Bankitalia, Panetta, un rilancio degli investimenti in formazione, con il potenziamento dei percorsi STE(A)M».

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