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Lunedì 09 Marzo 2026
La Tavola Lecchese per la Pace chiede al Governo di dissociarsi dalla guerra in Iran
La rete di associazioni chiede al prefetto Paolo Ponta di farsi portavoce del messaggio al governo Meloni
Lecco
«Lecco è per la pace». Decine gli attivisti per i diritti civili e per il rispetto del diritto internazionale, non molto di moda di questi tempi, che si sono ritrovati davanti alla Prefettura di Lecco in corso Promessi Sposi. Tramite Raffaella Cerrato, Mariangela Fumagalli ed Erica Corti, portavoci della Tavola Lecchese per la Pace, ovvero di quell’«associazione di associazioni» (più di sessanta) che si sono messe insieme per perorare la fine di ogni guerra, gli attivisti hanno consegnato una lettera al prefetto Paolo Ponta perché la giri alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Il prefetto Ponta – hanno ammesso le tre portavoci - si è reso subito disponibile ad ascoltarci e si farà latore del nostro messaggio al Governo. Lo ringraziamo per la disponibilità e per l’ascolto in questi momenti drammatici e difficili. Non vogliamo scivolare nella guerra organizzata e voluta da altri in barba a ogni legge e a ogni principio di diritto internazionale».
Nella missiva consegnata a mano si parla di «nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran completamente illegale, insensato e ingiustificabile. Un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo nell’impunità e nel silenzio generale». La Tavola Lecchese per la Pace sottolinea che «chi non ripudia la guerra ai sensi dell’articolo 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite, è fuorilegge». Naturalmente sono ricordati il genocidio e la persecuzione del popolo palestinese, l’aggressione dell’Ucraina, i bombardamenti americani nello Yemen, in Siria, Nigeria... «Nessuno è al di sopra della legge – scrivono i componenti delle sessanta associazioni – Chi la condanna è complice. Chiediamo alla Corte penale internazionale di esercitare la propria giurisdizione ai sensi dello Statuto di Roma».
Poi le richieste, visto che la lettera è indirizzata al capo del Governo, allo Stato italiano: «Si dissoci da questa follia, richieda la convocazione immediata del consiglio di sicurezza dell’Onu e interdica l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale. Siamo con il popolo iraniano che lotta da anni in modo pacifico e non violento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza». La Tavola Lecchese per la Pace sottolinea che il regime iraniano vada sì contrastato, ma «con coerenza dall’intera comunità internazionale e dalle Nazioni Unite con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale di cui oggi disponiamo. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie. Dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile».
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