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Lunedì 09 Marzo 2026
Sos dei pescatori contro i cormorani, E-R scrive a Lollobrigida e Pichetto
(ANSA) - BOLOGNA, 09 MAR - Estendere le azioni di contenimento dei cormorani anche alle acque libere e ai laghi di pesca sportiva, oggi escluse dagli interventi già consentiti nell'acquacoltura. Promuovere un coordinamento nazionale nella gestione della specie e istituire un tavolo tecnico finalizzato all'elaborazione di un Piano nazionale di vigilanza sul cormorano, con l'obiettivo di conciliare la tutela dell'avifauna con la salvaguardia della biodiversità ittica autoctona e delle attività economiche e sociali legate alla pesca. Sono le richieste avanzata dall'assessore all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, in una lettera indirizzata ai ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura, sovranità alimentare e foreste) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e sicurezza energetica).
Tra le priorità anche il nuovo piano, che la Regione sottoporrà a Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, per il parere di competenza, con lo scopo di estendere le azioni già in essere anche al di fuori delle attività di allevamento ittico, includendo anche i laghi di pesca sportiva, che rappresentano un importante presidio sociale ed economico per molte aree interne della regione. Il cormorano è una specie protetta (legge 157 del 1992 e Direttiva europea 2009/147/CE), ricorda la Regione, ma la normativa prevede la possibilità di deroghe in situazioni eccezionali, ad esempio in presenza di danni gravi alle produzioni. Per questo la Regione Emilia-Romagna ha già attivato un articolato sistema di prevenzione, indennizzo e gestione. Dal 2021 è in vigore, infatti, un Piano quinquennale di controllo del cormorano che ha finalità prevalentemente dissuasiva ma che in casi specifici, attuati da personale formato, consente interventi di prelievo, limitatamente alla tutela delle attività di allevamento ittico.
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