Si prospetta una vita più facile per i futuri robot spaziali destinati alle operazioni di manutenzione in orbita , all’ esplorazione di lune e pianeti oppure ad assistere i movimenti dei satelliti e dei telescopi spaziali. Potranno infatti muoversi in modo più fluido ed essere più leggeri ed economici grazie a speciali 'muscoli' che sfruttano il vuoto , messi a punto in Italia da Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Trento e Istituto Italiano di Tecnologia a Pontedera (Pisa). Descritta sulla rivista Nature Communications, la tecnologia ha permesso di realizzare una nuova classe di attuatori elettrostatici , che convertono l'energia in movimento sfruttando le proprietà elettriche del vuoto e che per questo sono più leggeri.
“Abbiamo individuato una soluzione che dimostra come il vuoto, da sempre considerato un ambiente critico per la robotica, possa diventare un alleato per realizzare sistemi più leggeri, efficienti e affidabili per le missioni del futuro”, dice il primo autore dello studio Ion-Dan Sirbu, dall’Istituto di Intelligenza meccanica della Scuola Superiore Sant’Anna. Da un limite per i sistemi meccanici, come è sempre stato percepito, il vuoto diventa una risorsa grazie alla ricerca italiana . Finora, infatti, se utilizzati nello spazio i motori elettrici hanno problemi di surriscaldamento e richiedono lubrificanti speciali , con conseguenze su costi, affidabilità e prestazioni. I nuovi meccanismi che sfruttano il vuoto sono privi di ingranaggi, non richiedono lubrificanti e risultano compatibili con i materiali e gli standard già utilizzati nelle missioni spaziali. I primi risultati sperimentali hanno dimostrato la capacità di generare movimenti rapidi e forze significative, con un rapporto potenza-peso elevato e un consumo energetico ridotto .
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