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Venerdì 13 Marzo 2026
Gianotti, burocrazia e fondi punti deboli della ricerca europea
L'entità dei fondi stanziati, la burocrazia eccessiva, il sistema troppo frammentato e un percorso non sempre facile per passare dalla ricerca di base alle sue applicazioni : sono questi i punti deboli della ricerca scientifica europea secondo Fabiola Gianotti , fisica e direttrice del Cern di Ginevra dal 2016 al 2025, che oggi ha tenuto una conferenza nella sede romana dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Gianotti evidenzia, però, anche molti punti di forza: ad esempio, la libertà accademica , l' inclusività , la presenza di infrastrutture avanzatissime e l'approccio aperto alla scienza, e molti di questi valori sono incarnati dal Cern .
"Il Cern è un'istituzione unica al mondo", dice Gianotti. "In un momento in cui l'Europa è spesso sotto attacco per la sua debolezza, la frammentazione e la sua dipendenza tecnologica, è molto importante portare esempi di coesione europea come, appunto, il Cern. Questa è una struttura di altissimo valore scientifico - afferma la fisica italiana - all'avanguardia nel suo campo, che attrae ricercatori da tutto il mondo. È, inoltre, una piattaforma per la f ormazione dei giovani , e quindi fornisce alla società un bacino di talenti nel campo Stem , di cui sappiamo che c'è un gran bisogno. Infine, ha un rapporto molto stretto con l'industria, e perciò contribuisce all' innovazione in Europa ".
Gianotti sottolinea, poi, come il Cern sia oggi diventato il l eader mondiale nella fisica delle particelle delle alte energie , andando al di là dei sogni dei suoi fondatori. "La fisica delle particelle è la più fondamentale di tutte le scienze - commenta - perché studia i costituenti più piccoli della materia. Ma l'infinitamente piccolo ci consente anche di capire l'infinitamente grande, e quindi la nascita e l'evoluzione dell'universo. Grazie all' Lhc noi siamo in grado di ricreare in laboratorio le condizioni del cosmo primordiale ".
E proprio in questo campo si gioca una parte fondamentale del futuro del Cern. Secondo Gianotti, infatti, il successore dell'Lhc, attualmente ancora in fase di studio, permetterà di rispondere a domande fondamentali sull'universo come la natura misteriosa della materia e dell'energia oscura, che insieme costituiscono il 95% dell'universo, ma anche la struttura del vuoto che si estende tra una galassia e l'altra.
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