Ansa Tecnologia
Sabato 07 Marzo 2026
Le onde gravitazionali segnalano strane coppie di buchi neri VIDEO
“Nell'
ultimo decennio
, l'astronomia delle
onde gravitazionali
ha fatto
passi da gigante
, passando dalla prima rivelazione all'osservazione di centinaia di fusioni di buchi neri”, afferma Stephen Fairhurst della Cardiff University e portavoce della collaborazione Ligo che fa capo all’Osservatorio gravitazionale europeo (Ego) al quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. “Queste osservazioni – prosegue - ci consentono di
comprendere meglio come si formano i buchi
neri
dal collasso di stelle massicce, di
indagare l'evoluzione cosmologica dell'universo
e di fornire conferme sempre più rigorose della
teoria della relatività generale
”.
Per il portavoce di Virgo Gianluca Gemme, dell’Infn, dal catalogo appena pubblicato emerge “un vero e proprio
caleidoscopio di collisioni cosmiche
: dai buchi neri binari più pesanti mai rilevati, come GW231123, alle coppie che ruotano a quasi metà della velocità della luce. Queste
non sono più solo rare anomalie
, ma forniscono la
base statistica
di cui abbiamo bisogno
per testare la relatività generale di Einstein
con una
precisione senza precedenti
e per fornire una
nuova misurazione indipendente
della
velocità di espansione
del nostro
universo
. Per Virgo e la rete LVK, questi risultati dimostrano che ora
stiamo mappando
la
complessa evoluzione del cosmo
con
maggiore chiarezza che mai
”.
Le strane coppie di buchi neri svelate dalle onde gravitazionali sono per i ricercatori “una
sfida
” e “ricordano che
l'universo può ancora sorprenderci
. Per comprenderlo veramente, i nostri modelli scientifici devono essere in grado di spiegare, e persino anticipare, l'intera gamma di segnali che la natura crea", ha osservato Filippo Santoliquido, del Gran Sasso Science Institute.
I nuovi segnali permettono inoltre di fare ulteriori test della teoria della relatività generale di Einstein e potrebbero aiutare a rispondere a un’altra grande domanda della cosmologia, quella relativa alla
velocità di espansione dell'universo
. Analizzando tutte le rilevazioni di onde gravitazionali nell'intero catalogo appena pubblicato è stata infatti elaborata una nuova stima della costante di Hubble, che suggerisce che l'universo si sta espandendo alla velocità di 76 chilometri al secondo per megaparsec, il che significa che una galassia distante un megaparsec dalla Terra si allontanerebbe da noi a una velocità di 76 chilometri al secondo.
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