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Domenica 08 Marzo 2026
Smentita l'ipotesi per cui gli alberi delle Dolomiti possono prevedere le eclissi
Smentita l’ipotesi che gli alberi delle Dolomiti possano segnalare o riconoscere le eclissi di Sole: a dirlo è lo studio guidato da Ariel Novoplansky, dell'Università Ben-Gurion in Israele,
pubblicato
sulla rivista Trends in Plant Science. L'articolo
mette in discussione lo studio italiano
del
maggio 2025
guidato da Alessandro Chiolerio dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e condotto in un bosco di abeti rossi nel Parco di Paneveggio in Trentino.
La nuova ricerca
mette in discussione
i
presunti cambiamenti
dell’
attività elettrica
degli
alberi
, analizzati con una serie di
sensori a bassa potenza
, in occasione dell'
eclissi parziale di Sole
del
25 ottobre 2022
e descritti in una ricerca
pubblicata
sulla rivista Royal Society Open Science. Quello studio italiano rilevava l’esistenza di una sorta di rete internet tra gli alberi e un picco di attività elettrica prima e dopo l’eclissi, in particolare nelle piante più anziane.
"Sebbene l'attività elettrica degli alberi sia un fenomeno reale questo articolo rappresenta l'intrusione della
pseudoscienza
nel cuore della
ricerca biologica
”, – osserva Novoplansky. "Invece di considerare fattori ambientali più semplici e ben documentati – prosegue –come un
forte temporale
e una serie di
fulmini
nelle vicinanze, gli autori si sono affidati all'idea più allettante che gli alberi stessero anticipando l'imminente eclissi solare".
L’eclissi in questione
, scrivono gli autori della ricerca, ha
ridotto
la
quantità di luce
di appena il
10%
, una
variazione inferiore
a quella dovuta al
semplice passaggio
delle
nuvole
, e se invece si volessero considerare le variazioni gravitazionali associate alle eclissi solari non sarebbe possibile distinguerle da quelle che si verificano durante una luna nuova.
Infine, afferma lo studio, il lavoro guidato da Chiolerio si riferisce a un
numero molto limitato di alberi
: appena tre alberi vivi e cinque tronchi secchi. "L'idea che le variazioni nei segnali elettrici, osservabili anche nei tronchi morti, possano codificare la memoria, l'anticipazione o la reattività collettiva richiede alcuni straordinari progressi, nessuno dei quali è stato supportato dallo studio”. Per Novoplansky “la foresta è già abbastanza meravigliosa senza inventare affermazioni irrazionali ma superficialmente fantastiche di reattività anticipatoria o di comunicazione basate solo sulla correlazione".
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