Lecco, il Teatro della Società torna al suo antico splendore

Dopo anni di lavori, Lecco celebra il ritorno del suo palco storico. Un restauro conservativo che guarda al futuro con nuovi impianti e funzionalità

Lecco

Meraviglia, stupore, ma anche gioia, orgoglio, passione. Tutte emozioni che sono turbinate dal palco alla platea e ai palchi del Teatro della Società finalmente rinnovato e completamente riqualificato così come lo vollero i lecchesi nel 1844. Per una volta non è stata la musica, o meglio non solo essa, a dare emozioni ai lecchesi e non solo che sono stati invitati per questa prima assoluta del teatro rinato.

Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco, è parso visibilmente emozionato se non commosso. «Che meraviglia! – ha esordito – è anche l’esclamazione che ho sentito da molti di voi, da tutti voi, una volta varcata la soglia d’ingresso perché un teatro così davvero non si era mai visto con questi colori, con questi affreschi, con queste tinte. È come lo vollero i lecchesi, gli imprenditori lecchesi di 200 anni fa, del 1844 quando costituirono la società per creare il teatro appunto della Società. Da allora, dopo che Giuseppe Bovara firmò quel progetto, 200 anni di storia, di spettacolo, di arte, di cultura nella nostra città sono passati. Ma anche 200 anni in cui quei colori originali, che poi sono questi, sono stati via via coperti da strati di intonaco, di vernice, da strati del tempo e dagli strati della storia». Questo teatro ha vissuto il Risorgimento, le guerre e ora sono visibili le scritte che mandavano al rifugio antiaereo costituito dal sottopalco: «Guardate un po’ le scritte che ci sono lì: “Rifugio” vi dicono bene sulla funzione sociale che svolgeva all’epoca questo teatro. E poi la ricostruzione post-bellica, le trasformazioni di una città industriale che cresceva a forte ritmo tra lago e montagne. Il teatro ha visto cambiare il volto di Lecco nel boom economico e ha pure rischiato di venire abbattuto negli anni ’60 per allargare la strada e la piazza. Fortunatamente anche in quel caso, come all’epoca della sua edificazione, un grande sollevamento sociale salvò il teatro, il teatro appunto della Società. La meraviglia che vediamo oggi ha una doppia anima».

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