«Aziende e atenei
Dialogo stretto»

A Molteno Lucia Frigerio è vice presidente dell’impresa di famiglia «Il contest consente di attuare progetti innovativi nell’automazione»

Un avvicinamento concreto al mondo dell’industria, con la possibilità di un vero inserimento lavorativo, per mettere in pratica e sviluppare progetti e competenze cresciuti nella ricerca universitaria sulle tecnologie più avanzate del 4.0.

È questo, guardando al lato degli studenti, uno dei primi risultati evidenziati da Lucia Frigerio in relazione al progetto International Industry 4.0 realizzato da Digital Industries World Association con Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico di Milano. L’imprenditrice con la sua azienda, “Mario Frigerio SpA-Mfl Group” di Molteno, è fra i fondatori di Digital Industries World Association, di cui è vicepresidente.

Oggi Lucia Frigerio, una laurea in ingegneria, è vice presidente esecutivo e si occupa principalmente della gestione tecnico-operativa nell’industria di famiglia, importante gruppo internazionalizzato, con oltre 500 dipendenti, di cui metà assunti in Italia e il resto fra Germania (20%), Spagna (20%) e società di servizi in America e Cina (10%) per un fatturato consolidato di circa 140 milioni di euro. Con diversi siti sparsi in Europa l’azienda realizza la progettazione-produzione-avviamento di impianti industriali che lavorano filo, cavi e funi

Nel progetto il referente in rappresentanza di Mfl Group è Andrés Cartagena Ruiz, ingegnere meccanico con laurea alla Purdue University (Usa) e Mba alla Ie business school. Ruiz in azienda opera con il doppio ruolo di assistente esecutivo della managing director per la divisione Wire&Cable e come head of MflX, il programma che sviluppa tutti i progetti che coinvolgono l’implementazione di tecnologie esponenziali.

Come si è organizzato il rapporto fra aziende e Politecnico nell’ambito del progetto?

L’azienda non ha fatto nulla, è l’associazione Digital Industries World ad occuparsi dell’organizzazione del contest all’interno dell’associazione. International Industry 4.0 è uno dei vari progetti che l’associazione Digital Industries World adotta per cercare di promuovere nel contesto industriale italiano l’industria 4.0 e la servitizzazione (strategia aziendale che unisce all’offerta di prodotti fisici anche quella di soluzioni e servizi completi ai clienti, nda). Ma nell’associazione ci sono figure apposite e dedicate che organizzano il contest e che lavorano in strettissima relazione col Politecnico di Milano per proporre progetti, far lavorare ragazzi nel semestre accademico e completare il progetto di digitalizzazione.

Ora, con il contest International Industry 4.0 Student è in corso la terza edizione del progetto. Qual è un suo primo bilancio dei risultati ottenuti fino ad oggi dal punto di vista dei vantaggi per gli studenti?

Dal lato dei ragazzi un risultato positivo del progetto International Industry 4.0 Student contest 2024 sta nella possibilità che gli studenti del Politecnico stanno avendo di realizzare un primo approccio concreto con il mondo industriale, attraverso l’utilizzo di sistemi e tecnologie esponenziali per avvicinarsi al mondo del lavoro su progetti che si sviluppano su un arco di tempo misurato, che consentono di vedere l’inizio e la fine dei singoli interventi. Quindi per i ragazzi è un primo approccio al mondo del lavoro su progetti consoni al loro percorso universitario.

E qual è invece il valore aggiunto dal punto di vista dell’ateneo e delle imprese?

Dal lato della Fondazione Politecnico e dell’associazione Digital Industrial World è sicuramente un momento di condivisione fra più enti che discutono allo stesso tavolo dell’argomento che interessa agli scopi dell’associazione. Dal lato delle industrie, quindi anche della mia, il bilancio è quello di riscontrare un buonissimo incontro con ragazzi che possono essere eventualmente scelti per entrare in azienda.

Può dare qualche esempio dei progetti realizzati?

Ad esempio, alcuni progetti sviluppati dai gruppi di lavoro, che quest’anno sono 12 per un totale di 100 ragazzi, hanno riguardato la machine vision, con cui la tecnologia consente di realizzare un controllo “visivo” dei processi di produzione. Altri progetti sono stati relativi all’analisi dati per ottimizzare determinati processi.

La sua azienda ha inserito in stage uno studente di ingegneria gestionale coinvolto nel progetto. Su cosa sta lavorando?

Stiamo sviluppando con la collaborazione di Pedro e Cartagena un’industria digitale di servitizzazione, allo scopo di per offrire ai clienti tutto ciò che viene promosso anche dall’associazione Digital Industries World: quindi si tratta di progettare il modo in cui poter servitizzare attraverso la digitalizzazione impianti che, benché siano di tecnologia matura, possano comunque avere ulteriore valorizzazione. Ciò porta nuove prospettive in un’azienda come la nostra che destina ai mercati esteri pressoché l’intera produzione (95%) toccando tutti i mercati e tutte le applicazioni di produzione, dall’automotive all’Oil&Gas, all’industria, all’agricoltura, alle produzioni di beni comuni in quella che è una grande diversificazione di settori.

Come sta andando la collaborazione e che prospettive vede per il giovane stagista?

Pedro Luis sta facendo un lavoro davvero ottimo ed è interessante vedere come oggi i ventenni si affaccino al mondo del lavoro, si vede una differenza con il passato, anche con il passato abbastanza recente. Questo contest dà la possibilità di continuare un certo tipo di percorso nel quale per noi è importante dare una possibilità di supporto e aiuto nel processo di crescita di giovani talenti. Pedro è una persona con una testa davvero molto brillante e lui sa benissimo le nostre porte saranno sempre aperte per lui. Anzi, diciamo pure che le chiuderemmo anche, per non lasciarlo andar via. Mostra di avere passione e grandi capacità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA