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Sabato 17 Gennaio 2026
Calcio, Lecco show a Feltre: Dolomiti travolta 4-1
Un Lecco da applausi domina in trasferta contro la Dolomiti Bellunesi. Un risultato netto conquistato dagli uomini di mister Valente che racconta la forza e l’unione del gruppo. La classifica continua così a sorridere.
Lecco
Il Lecco è come i pop-corn. Anzi, lo sono i suoi giocatori: “Li metti nel microonde, a 1000 watt di potenza, e quando sono passati cinque minuti esplodono. Siamo a tre minuti”, aveva detto mister Valente in preparazione a Dolomiti Bellunesi-Lecco. Invece, evidentemente, erano già a 4 minuti e mezzo perché è bastato poco meno di un quarto d’ora perché Zanellato cominciasse a far esplodere il primo chicco di mais, seguito dal secondo (Metlika), il terzo (cross di Rizzo e autogol di Burrai) e il quarto (Rizzo). La sagra del gol dove e quando non te l’aspetti. Si vede che i dolomitini quando vedono il bluceleste non ci capiscono più nulla considerando i tre gol presi anche all’andata. Alla fine fa 7 a 1 per il Lecco sui 180’. Ma soprattutto fa terzo posto sicuro e secondo da difendere dall’assalto del Brescia che giocherà domani alle 14,30 sul difficile campo della Pro Vercelli. Il Lecco ora fa davvero paura perché ha vinto cinque gare esterne sulle 22 disputate: dopo Monza (Inter U23), Vercelli (Pro), Zanica (Albinoleffe), e Meda (Renate), espugnata anche Feltre (Dolomiti Bellunesi) con un’autorevolezza degna di una squadra che stupisce per capacità di applicazione e sacrificio. Se poi uno come Niccolò Zanellato sbaglia i primi quattro palloni della partita e al quinto insacca un gol di controbalzo dal limite da serie A, allora vuol dire che non hai solamente i geni dell’umiltà nel tuo Dna ma anche quelli della qualità, dell’estetica, del tocco raffinato. Metti pure che la Dolomiti, priva di due importanti titolari (ma anche il Lecco era privo di Battistini e Voltan, oltre che Ndongue), si è fatta prendere troppo dalla carica emotiva dell’inaugurazione del rinnovato stadio Zugno Tauri, davanti al presidente di Lega Matteo Marani, andando “fuori giri” dopo pochi minuti. Metti anche che il 3 a 0, clamoroso autogol di Burrai da “Gialappa’s” più che da Lega Pro, abbia spianato la strada al Lecco. Mettici insomma, tutto quell’imponderabile che rende così bello questo sport, e anche così crudele a volte, però questo Lecco è a applausi per come sa interpretare le gare. E se il suo condottiero, mister Federico Valente, in settimana si lascia andare a paragoni un po’ inusuali ma che si rivelano così azzeccati, beh, non può essere tutto un caso. Questa è una squadra che spinge sempre, che costruisce sempre, che cerca sempre di vincere. Non ci riuscirà sempre, farà fatica a segnare altre volte, ma nella giornata in cui Valente cambia tutto il reparto offensivo perché delude (da Sipos a Furrer, compreso Mallamo), dopo 60’ i blucelesti vincono comunque 4-1. Segnale chiaro che non c’è nessun singolo in questa formazione, ma c’è un solo corpo, un monolite di colore bluceleste. Non sempre andrà così. Ma la compattezza di questa squadra è indiscutibile.
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