Mister De Paola: «Lecco o Brescia? Scelgo i blucelesti»

Luciano De Paola, diviso tra Brescia e Lecco, vede i blucelesti superiori nel gioco. Difficile la corsa al primo posto, ma occhio ai playoff.

Luciano De Paola è ancora scosso dalla scomparsa di Paolo Leonardo Di Nunno. È rimasto, come tutti, molto colpito da questa tragedia, avendo avuto Di Nunno come presidente per più stagioni. De Paola e Di Nunno hanno sempre parlato la stessa lingua: quella della concretezza, del pragmatismo. E De Paola, bresciano di adozione e bluceleste per passione, ora si deve dividere. A Brescia lo prendono come tifoso delle rondinelle. A Lecco come supporter del Lecco. Lui se ne sta un po’ in mezzo. Ma non riesce a dire bugie, soprattutto ora che allena il Ciliverghe (nel bresciano), in Eccellenza, più per divertirsi, per passione, che per mestiere. Ha visto il Lecco giocare dal vivo anche a Lumezzane e lo giudica un’ottima squadra: «Io ho visto una squadra che sa giocare a calcio, organizzata, messa bene in campo da mister Valente. Ha giocatori di spessore come Metlika e Zanellato a centrocampo e davanti hanno Sipos che fa sempre gol. A me ha fatto davvero una buona impressione, a parte il fatto che gioca sempre palla a terra. I blucelesti sono quadrati, solidi. Non sbandano facilmente. Ha giocatori di esperienza con giocatori come Battistini, Tanco, Marrone, Zanellato e davanti Sipos. Poi ha esterni di qualità come Rizzo e Kritta. Insomma mi sembrano tutti ottimi elementi».

De Paola sarà pure conteso tra la sua residenza bresciana e il cuore mezzo bluceleste, però sul duello Brescia-Lecco vede in vantaggio il Lecco: «In questo momento per qualità di gioco vedo meglio il Lecco. Per un semplice motivo: l’Union Brescia ha vinto le ultime partite perché si è inventata Cazzadori prima punta e perché ci ha messo lo zampino Corini. Ha vinto due-tre partite in zona Cesarini, e hanno fatto gol sia Cazzadori che altri giocatori che non segnavano da un po’. Giocano molto sulle palle inattive, perché sono una squadra fisica, ma come qualità di gioco il Lecco gioca meglio. Certo, ora le cose potrebbero farsi difficili, per il Lecco». In che senso? Il “Pirata” spiega. «Il mercato lo stanno facendo alla grande, a Brescia: hanno preso Lamesta, Lescano, Marras, Crespi... Vogliono spingere per vincere i play-off. Il primo posto? È andato secondo me. Il Vicenza non sta sbagliando un colpo. Vince persino al 98’, si vede che è il loro anno, l’anno dei biancorossi. È anche normale che dopo quattro anni passati a rincorrere, ora si godano questo campionato da protagonisti. Non credo ci sia storia per il primo posto».

Ai play-off, però, nessuno può entrarci da sicura vincente: «Giusto – ammette l’ex allenatore del Lecco – i play-off sono un terno al lotto. Se arrivi secondo vai direttamente alla fase nazionale, ai quarti. Hai più possibilità. È vero che stai un mese fermo e quando rientri e poi giochi subito, ci sta anche che non giochi una grande partita. Ma io preferisco arrivare ai quarti direttamente che fare i turni precedenti, in cui può succedere di tutto. È un terno al lotto perché giochi anche con squadre che non conosci, di grande pubblico e tradizione, come le squadre del Sud... Però il Lecco, lo ripeto, è una squadra solida e dire “no”, non può vincere, non me la sento proprio».

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