Moto Guzzi e le Olimpiadi: quando la casa motociclistica «vinse» l’oro nel bob

Fondamentale nel 1968 il contributo della casa motociclistica di Mandello allo studio dell’aerodinamica del bob del campione olimpico Eugenio Monti, grazie alla sua galleria del vento.

Mandello del Lario

Lo sappiamo che gli atleti di Mandello sono stati i più numerosi partecipanti della nostra provincia alle Olimpiadi, infatti il numero dei mandellesi nella storia è di ben 50 presenze, come racconta Gianni Menicatti nel suo interessante libro, uscito da pochissimo, “Lecco Olimpica dal 1920 al 2026”.

Ma chi conosce i motori e la sua storia sa benissimo che, in forma diretta o indiretta, la casa motociclistica di Mandello ha dato il suo contributo fattivo studiando l’aerodinamica nella galleria del vento. La galleria del vento Moto Guzzi a Mandello è stata inaugurata nel 1950 come prima al mondo per motocicli e ha svolto un ruolo chiave nell’aerodinamica, inclusi i test per mezzi sportivi. Di questa innovazione ha beneficiato anche il campione olimpico di bob Eugenio Monti che ha utilizzato questa struttura, nota per il suo contributo al successo italiano nel bob a Grenoble nel 1968. Una storia bellissima, perché il grande campione di questo sport, nato a Dobbiaco nel 1928, chiese e ottenne dai vertici della Moto Guzzi la possibilità di poter testare l’aerodinamica del suo bob proprio nella struttura che l’azienda utilizzava per rendere ancora più filanti e veloci le sue moto.

Così il bobbista azzurro, chiamato anche il “rosso volante” per il colore dei suoi capelli, ebbe vicino la presenza dei tre grandi geni della casa dell’aquila di Mandello: l’ing. Giulio Cesare Carcano, Umberto Todero ed Enrico Cantini, proprio quelli che avevano realizzato in pochi mesi il motore a 8 cilindri, un motore geniale che ancora oggi è senza dubbio il propulsore al mondo più fotografato. I test con il bob andarono avanti alcuni giorni e, al termine, nell’edizione del 1968, Eugenio Monti, ormai quasi quarantenne, vinse la medaglia d’oro nel bob a due in coppia con Luciano De Paolis, ma seppe replicare anche nel bob a quattro sempre con De Paolis, Armano e Zandonella.

Ma la storia della galleria del vento di Mandello è legata anche allo sci, infatti alcuni materiali di abbigliamento per le corse furono testati proprio nel tunnel. Memorabile la presenza di Erwin Stricker nel 1974, uno degli uomini della Valanga Azzurra, che venne a Mandello proprio a fare il tester, ma lo stesso discesista non si limitò solo a fare le prove ben legato dentro il vortice della galleria del vento, ma chiese e ottenne dai vertici aziendali di provare le moto della Guzzi sul “pistino” che girava attorno al grande capannone dei montaggio veicoli. Per la paura che Stricker esagerasse con il comando del gas della V7, gli misero davanti e dietro quattro collaudatori che avevano solo il compito che il biondo sciatore azzurro non si facesse male. In cambio i collaudatori chiesero a Erwin Stricker una sua foto autografata che ben volentieri lo sciatore della nazionale italiana regalò ai suoi “angeli custodi”.

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