Sport Invernali / Sondrio e cintura
Sabato 07 Marzo 2026
Arianna Fontana, il sogno continua: «Il fisico può arrivare alle prossime Olimpiadi»
A Berbenno l’abbraccio della sua gente dopo Milano Cortina 2026: «Queste medaglie portano il nome della mia comunità e della Valtellina»
Berbenno di Valtellina
«Qui è nato tutto, qui sono cresciuta, qui ho imparato a lavorare sodo, a chiedere aiuto, a rialzarmi e a non mollare mai». La conferma più grande di tutto questo non può che arrivare dalle quattordici medaglie conquistate Olimpiade dopo Olimpiade, da Torino 2006 fino ai Giochi di casa.
E la forte impressione - dopo la prestazione incredibile di Milano Cortina 2026, con un oro e due argenti - è che il cammino di Arianna Fontana non sia certo finito qui. Incalzata dalla stampa, a margine della grande festa di accoglienza organizzata dal suo paese d’origine, la campionessa dello short track sogna già in grande. E fa sognare in grande pure tutti coloro che - in questi vent’anni - hanno sempre fatto il tifo per lei: sono in tanti, di tutte le generazioni, come si è visto oggi pomeriggio nella palestra comunale di Berbenno.
«Sicuramente il mio fisico potrà arrivare alle prossime Olimpiadi, l’importante è trovare una vera e forte motivazione: se c’è quella, la mente lavora e il corpo la segue», le parole di super Fontana. «In questo momento mi sto tenendo tutte le porte aperte: non voglio dire di no a nulla, voglio solo godermi ogni istante, a partire da questo grande abbraccio della mia comunità. E poi nei prossimi giorni avrò sicuramente tempo e modo di valutare tutto quanto».
Tornando nel presente, si può facilmente intuire il turbinio di emozioni che l’azzurra di Polaggia ha provato di fronte alla sua gente. «Quando torno a casa con le medaglie al collo, queste per me portano il nome di Berbenno e della Valtellina intera: tutti i risultati non sarebbero arrivati senza il supporto del mio fantastico team, della mia famiglia e, naturalmente, di tutti voi», ha detto Arianna rivolgendosi alle centinaia di persone presenti.
«Da Torino 2006 a queste ultime Olimpiadi, davvero mi avete fatto sentire un affetto incredibile: il sostegno e l’amore della provincia di Sondrio mi hanno permesso di andare lontano. Sono stati davvero una spinta per andare avanti ogni giorno».
Un tifo quasi da stadio - «Sembrava quasi di stare al Maracanã», come ha detto, non a caso, il sindaco Valerio Fumasoni - ha accompagnato le proiezioni delle gare nella sala Quattro Torri dell’oratorio. E lo stesso si è visto poco dopo le 15, quando la beniamina di Berbenno è entrata nella palestra comunale per la festa organizzata per lei dal Fan Club, presieduto da Luca Fumasoni, e dall’Amministrazione.
«Ci troviamo di nuovo qui dopo quattro, otto, dodici, sedici, vent’anni a celebrare te, la nostra Nike, dea della vittoria»,le parole del primo cittadino che ha voluto esaltare «le tue imprese sportive e olimpiche, nonché la storia di un’atleta senza eguali nel panorama dello sport italiano».
Quattordici medaglie in sei differenti edizioni dei Giochi costituiscono, come già ampiamente detto, il record italiano. «E al palmares olimpico si aggiungono 17 medaglie mondiali, 45 europee, 3 coppe del mondo di specialità, 28 medaglie italiane». C’è altro da aggiungere?
Ecco spiegato l’orgoglio espresso pure dal prefetto di Sondrio, Anna Pavone, intervenuta alla festa a Berbenno. «È un nostro dovere festeggiarti, ma è soprattutto un piacere per le emozioni che hai regalato all’Italia intera», ha sottolineato, riferendosi a quella che è - senza alcun dubbio - «una atleta incredibile».
Numerosi i sindaci valtellinesi presenti all’evento, oltre ai rappresentanti di tanti enti e associazioni - su tutti, menzione d’onore per il Gruppo della Gioia di Talamona che è sempre al fianco di Fontana - che non hanno voluto mancare a un momento davvero storico per Berbenno. E non solo.
«Ho avuto l’onore di essere il sindaco che ti ha accolto e festeggiato nelle ultime tre edizioni - la sottolineatura finale di Fumasoni -. E, come quattro e otto anni fa, concludo con queste parole: ti ringraziamo per essere emblema della nostra comunità, per noi sarai sempre la stella più brillante».
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