Bormio, la benedizione di Papa Leone XIV

Chiesa locale In Collegiata ieri il messaggio del Pontefice: «Occasione propizia per favorire i valori autentici» Nel telegramma della Santa Sede l’invito a far diventare i Giochi un «segno luminoso della presenza di Cristo»

Bormio

«Papa Leone XIV è lieto di inviare il cordiale e beneaugurante saluto alle popolazioni del vicariato di Bormio, coinvolte nella preparazione e nello svolgimento delle Olimpiadi Milano Cortina».

Inizia così il telegramma indirizzato al vescovo Oscar Cantoni dalla Segreteria di Stato della Santa Sede a firma del cardinale Pietro Parolin. Una sorpresa senza dubbio gradita, che ha impreziosito ancora di più la messa di ieri sera nella Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio di Bormio: una celebrazione davvero sentita, pensata per affidare nella preghiera i Giochi invernali ormai al via.

L’apprezzamento

Il Santo Padre «esprime vivo apprezzamento per la fervida cooperazione a tale evento sportivo e auspica che esso sia occasione propizia per favorire i valori autentici dello sport: la lealtà, il rispetto, lo spirito di squadra e di sacrificio, come pure l’inclusione sociale e la gioia dell’incontro», come si legge nel telegramma diffuso dalla Diocesi nella serata di ieri. Non solo. «Il Sommo Pontefice incoraggia le comunità parrocchiali del territorio a vivere con disponibilità questo appuntamento così rilevante, offrendo una generosa testimonianza cristiana affinché siano segno luminoso della presenza di Cristo che chiama tutti alla fraternità», ha aggiunto il cardinale Parolin.

«Con tali voti, il Santo Padre assicura la sua preghiera e di cuore imparte la desiderata benedizione apostolica, pegno di copiosi favori celesti».

Un segno significativo di vicinanza, da parte di Leone XIV, a un territorio - la Magnifica Terra e il Piccolo Tibet, le cui parrocchie costituiscono il vicariato di Bormio - che nelle prossime settimane sarà sotto i riflettori mondiali.

Ed è stato lo stesso vescovo Oscar a riprendere un appello del Pontefice. «Questa celebrazione - ha detto - è stata voluta a pochi giorni dall’inizio dei Giochi olimpici invernali, proprio perché, come ci ha ricordato Papa Leone durante il Giubileo degli Sportivi: “Ogni buona attività umana, infatti, porta in sé un riflesso della bellezza di Dio, e certamente lo sport è tra queste. Del resto, Dio non è statico, non è chiuso in sé. È comunione, viva relazione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che si apre all’umanità e al mondo”».

La gratitudine

Dal cardinale Cantoni «un grazie sincero a chi, cristiani e non, è impegnato nell’organizzazione e nell’accoglienza, o nel mondo dello sport come allenatore, atleta, operatore: con un servizio spesso silenzioso, fatto di attenzione, competenza, pazienza e cura. È anche grazie a questo stile che un evento diventa umano».

Da qui la scelta di affidare «queste Olimpiadi al Signore perché siano occasione di incontro, perché la competizione resti leale, perché Bormio, Livigno e tutti i territori coinvolti sappiano offrire non solo gare, ma un segno di fraternità e di pace».

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