Valtellina, truffatore seriale degli alberghi condannato per la tredicesima volta

Alfonso Fabrizio Russo ha raggirato hotel spacciandosi per manager: soggiornava senza pagare e poi spariva. Decisivo l’intuito di un direttore e una cameriera.

Sondrio

Il truffatore seriale degli alberghi, anche della Valtellina, è stato condannato per la tredicesima volta dal Tribunale di Bolzano per insolvenza fraudolenta, ma di recente Alfonso Fabrizio Russo, 48 anni, originario della Campania, è stato condannato anche dal Tribunale di Como con rito abbreviato (quindi godendo di uno sconto di un terzo) a sei mesi per una truffa ai danni dell’hotel Aria Resort di Cima di Porlezza, per fatti risalenti al 2022. E a pronunciare la sentenza comprensiva di un risarcimento provvisionale di seimila euro, in vista di una futura definizione in sede civile, è stato il giudice Alessandra Mariconti che, curiosità vuole, è un togato originario di Chiavenna con un breve passato di cronista in Valchiavenna.

L’imputato aveva colpito pure in un prestigioso hotel di Como, il Padel Resort di via Pasquale Paoli, dicendo di essere in città per lavoro, rappresentante di un noto marchio di abbigliamento sportivo. Ha chiesto una camera per una notte, dicendo però di aver dimenticato i documenti e di rimediare con l’invio di una mail riportante tutti i dati per la registrazione. Il direttore del resort, tuttavia, venuto a sapere della situazione, ha voluto vedere le telecamere di sicurezza scrutando bene il volto dell’uomo. Ed immediatamente gli è tornata in mente una trasmissione televisiva dove lo stesso individuo era indicato come seriale nel non pagare gli alloggi e andarsene lasciando conti aperti. Pochi attimi dopo, grazie proprio all’intuito e allo scrupolo del direttore della struttura alberghiera, la questione era già sulla scrivania della Squadra Mobile che con un’indagine lampo aveva denunciato in stato di libertà Alfonso Fabrizio Russo, 46 anni originario di Napoli, con l’ipotesi di reato di insolvenza fraudolenta e sostituzione di persona.

La cosa curiosa è che il finto manager, nei mesi scorsi, si era anche fatto intervistare da una trasmissione Rai, «La vita in diretta», spiegando alcune modalità di azione poi ripetute anche in Valtellina, ossia il presentarsi alla reception dicendo di essere in città per motivi lavorativi, fornendo nomi falsi oppure fingendo di non avere documenti con sé, per poi allontanarsi senza pagare il conto. «Non sono furbo – diceva al giornalista –. Al massimo ho fatto qualche leggerezza. Le leggerezze sono simili alle furberie, ma sono fatte in buona fede».

Una dinamica simile era accaduta anche in Valtellina. Il truffatore seriale aveva prenotato una camera deluxe per tre notti all’hotel a quattro stelle Tremoggia di Chiesa in Valmalenco spacciandosi per un manager della Piquadro, la nota azienda di pelletteria di qualità.

«Ha fatto il check in online - aveva raccontato Martina Scherini, che con il marito gestisce l’albergo di famiglia - inserendo dunque i dati dei documenti direttamente nel nostro sistema. E poi ha telefonato un sacco di volte facendo domande e promettendo regali per le receptionist. Una cosa che già suonava male». Tra le richieste anche quella relativa agli orari del pranzo. «Gli abbiamo detto che la cucina è sempre aperta e quindi è arrivato domenica verso le 13.30. Senza bagagli».

Alfonso Fabrizio Russo è stato accolto alla reception e accompagnato in camera. «Nel tragitto, in corridoio, abbiamo incrociato una nostra cameriera che, appena l’ha avuto davanti, ci ha fatto segno che doveva dirci una cosa», raccontò l’albergatrice. La donna lo aveva visto in un servizio televisivo e l’ha riconosciuto subito. «Ci ha detto che era il truffatore degli hotel di lusso - aveva aggiunto Martina -. A quel punto ci siamo messi a cercare online». E così è stato smascherato.

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