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Lunedì 26 Gennaio 2026
Veltroni presenta il suo ultimo giallo: «L’autoritarismo di Trump deve preoccupare»
L’ex politico presenterà a Casatenovo il suo ultimo libro ’Buonvino e l’omicidio dei ragazzi’.
Lecco
Sulla pagina di Wikipedia viene definito in maniera un po’ imprecisa «politico, giornalista, scrittore e regista italiano», imprecisa perché lui la politica l’ha abbandonata ormai da una quindicina d’anni. Le occupazioni principali di Walter Veltroni oggi sono sostanzialmente artistiche ed è in queste vesti che arriverà mercoledì 28 gennaio alle 20.45 all’Auditorium di Casatenovo, come autore del libro «Buonvino e l’omicidio dei ragazzi» (Marsilio, 2025). Dialogherà con lui Martina Garancini (ingresso libero con prenotazione obbligatoria inviando un’email a [email protected]).
Chi è Walter Veltroni?
Definirsi è difficile, direi una persona con una passione civica e interessi culturali, che ha sempre cercato di far convivere queste due parti, con un equilibrio sempre maggiore.
Negli ultimi tre anni ha scritto tre gialli, due romanzi e girato un film, come è riuscito a fare tutto questo?
Io ho sempre lavorato tanto, mi è sempre piaciuto farlo e se non lavoro mi sento in colpa. In più tutti questi sono lavori belli e appassionanti, tanto è vero che quando sento uno scrittore parlare di «ultima fatica» mi stranisco, la fatica la fanno le persone che vanno al lavoro nei cantieri alle 6 del mattino. Scrivere è un lavoro bello, mi è sempre piaciuto tanto, quindi continuo a farlo.
Come si è scoperto giallista?
In realtà non mi sono scoperto, mi hanno scoperto, la proposta è arrivata dalla casa editrice. A me è venuta l’idea del personaggio e mi ha appassionato il contrasto tra un luogo come Villa Borghese e la violenza, tutto questo rende le storie affascinanti. Buonvino è un commissario che usa principalmente il cervello per trovare soluzioni.
Dove trova le ispirazioni per le sue storie?
A Villa Borghese. Io vado spesso e mi vengono spunti. Il contrasto tra il silenzio del luogo e il rumore della violenza è forte. Ambientare un giallo in un posto degradato è più ovvio, ritengo più affascinante farlo in un luogo di contemplazione.
Ci vuole parlare dell’ultima avventura del commissario, «Buonvino e l’omicidio dei ragazzi»?
Una ragazza viene trovata morta impiccata, il collo legato da un cavo all’orologio idromeccaico del Pincio. Buonvino dovrà indagare nell’ambiente in cui essa viveva, fatto di solitudine e amici digitali, per trovare la soluzione al caso.
La solitudine tra i ragazzi è uno dei grandi problemi di questi tempi...
Purtroppo è così da qualche anno. C’è un grado di solitudine e ansia che non ho mai visto prima. A volte anche un libro giallo può essere un modo per richiamare l’attenzione sul problema. Io penso che i ragazzi andrebbero ascoltati di più.
Il commissario Buonvino arriverà anche in televisione con una fiction, una bella soddisfazione.
È stata girata, andrà in onda nei prossimi mesi e il ruolo del commissario sarà interpretato da Giorgio Marchesi, un attore molto bravo. Per me è una bella soddisfazione, soprattutto per i lettori che si sono affezionati al personaggio: una persona educata e gentile, assolutamente non aggressiva.
Sembra un po’ di rivedere lei nella descrizione.
Farei fatica a descrivere un personaggio opposto, non saprei come farlo, non mi legherebbe un rapporto di simpatia con esso.
Parlando di aggressività, il primo capitolo della serie venne pesantemente stroncato da Michela Murgia, in maniera poco galante. Lei non replicò, come mai?
In realtà Michela stroncò una pagina, il racconto di una scena d’amore. Per me fa parte del gioco, ho grande rispetto per lei e non giudico le persone per come parlano di me, ma per quello che hanno fatto nella vita. Tra noi non ci fu alcun problema.
Come vive la situazione attuale, con quello che sta succedendo in campo internazionale?
Con grande angoscia. L’idea che con Trump una democrazia come gli Stati Uniti d’America diventino un sistema autoritario dovrebbe destare in tutti grande preoccupazione.
Ha mai pensato di tornare in politica?
Penso di no. La passione civile la vivo nelle cose che faccio, la politica attiva non mi manca.
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