A Teglio la mostra Vette: sport, montagne e Olimpiadi in mostra

L’esposizione, visitabile fino al 30 agosto, esplora il rapporto tra sport, montagne e Olimpiadi, con uno sguardo al passato e al futuro del territorio.

Teglio

Ammirare, sotto le scene dell’Orlando Furioso nel salone d’onore di palazzo Besta, una selezione di vecchi sci in legno come un modello norvegese del 1890, proveniente dal Museo della montagna di Torino, stupisce ed emoziona. Come pure passeggiare per la corte della dimora rinascimentale osservando come è cambiata la comunicazione visiva legata alla promozione delle Olimpiadi invernali dal 1924 ad oggi. E, ancora, uscire in giardino e abbracciare con lo sguardo le Orobie sullo sfondo e, in primo piano, le montagne fotografate o dipinte nell’installazione site-specific.

Sono alcuni esempi dell’interessantissima mostra che, martedì sera, è stata inaugurata, alla presenza di un pubblico delle grandi occasioni, a palazzo Besta di Teglio, unico museo nazionale della provincia di Sondrio. Parliamo di “Vette. Storie di sport e montagne”, promossa dalla Direzione regionale musei nazionali Lombardia (che gestisce il museo tellino) con il sostegno di Regione Lombardia e realizzata in collaborazione con il Museo nazionale della montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e la Direzione regionale musei nazionali Veneto – Museo nazionale Collezione Salce, con il contributo della Olympic Foundation for culture and heritage, di collezionisti privati, associazioni ed enti locali. Un’ampia rete di partner nazionali e territoriali che ha reso possibile un progetto che intreccia patrimoni materiali e immateriali, memorie locali e narrazioni globali. L’esposizione, che rientra nel programma dell’Olimpiade culturale di Milano Cortina 2026, sarà visitabile fino al 30 agosto, per cui ci sarà tutto il tempo per tutti di poterla apprezzare e ne vale veramente la pena.

«È la prima mostra che inauguriamo del palinsesto delle Olimpiadi della cultura – ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso –. Ho voluto esserci in prima persona, perché è un evento cui tengo particolarmente e che fa parte del programma con cui andiamo a promuovere e valorizzare il nostro patrimonio culturale. Credo che questa esposizione vada in questa direzione e racconti benissimo le tradizioni, la storia del territorio e, naturalmente, i valori olimpici».

“Vette” nasce, come detto, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, ma «vuole allargare lo sguardo e travalicare l’appuntamento – ha precisato la direttrice di palazzo Besta, Silvia Biagi –. Credo che la mostra possa essere un valore aggiunto per palazzo Besta, sia perché vi rimarrà fino alla fine di agosto, per cui ci saranno molte occasioni per venire a vederla, sia perché stiamo lavorando ad un public program in cui ci saranno studiosi, atlete, giornalisti che, spero, possa richiamare l’interesse di pubblici diversi da quelli che normalmente frequentano il museo». Con “Vette”, aggiunge la direttrice, «si guarda al passato, attraverso la storia delle precedenti edizioni delle Olimpiadi, anche con un lavoro fatto sul territorio alla ricerca di tradizioni, storie di vita che oggi, con il benessere portato dal turismo, si stanno perdendo, ma non solo. È nostra intenzione, infatti, porre anche domande e riflessioni sul futuro della montagna, in relazione al cambiamento climatico e alle mutazioni che i territori subiscono». Rosario Maria Anzalone, direttore dei musei statali lombardi, si è detto lieto di «ospitare in questa sede splendida un evento che trae occasione dalla grande ribalta olimpica, ma guarda già oltre nella misura in cui vuole affrontare tematiche nelle quali i territori si riconoscono – ha dichiarato –. Si tratta di un progetto davvero partecipato, un mosaico di memorie collettive che tende ad innalzare, in via permanente, almeno nelle nostre intenzioni, l’offerta culturale di palazzo Besta».

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