Economia / Sondrio e cintura
Mercoledì 28 Gennaio 2026
Consumi in picchiata, Sondrio maglia nera in Lombardia nel 2025
Nel 2025 la provincia di Sondrio ha subito una contrazione dei consumi maggiore rispetto al resto della regione e d’Italia. Pesa il caro vita e l’inflazione.
Sondrio
Sondrio si conferma tra le province più in difficoltà sul fronte dei consumi nel 2025. I dati dell’Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-Jakala, che tracciano il consuntivo dell’intero anno (gennaio-dicembre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024), fotografano per la provincia valtellinese una flessione del 3,0%, il peggior risultato in Lombardia e uno dei più negativi a livello nazionale.
Il quadro generale non è incoraggiante: a livello Italia i consumi chiudono l’anno a -1,4% a valore, segnalando una fragilità strutturale della domanda interna in un contesto dominato da incertezza economica e preoccupazioni sul potere d’acquisto delle famiglie. La Lombardia, tradizionalmente locomotiva dei consumi, si allinea sostanzialmente alla media Paese con un -1,5%, ma al suo interno mostra dinamiche territoriali molto differenziate.
In questo scenario, Sondrio emerge come il territorio più penalizzato della regione. Il -3,0% registrato nel 2025 è nettamente peggiore rispetto alle altre province lombarde: Lecco si ferma a -2,5%, Brescia a -2,1%, mentre Milano chiude a -1,5% e Varese a -1,4%. Tengono meglio, pur restando in campo negativo, Monza e Brianza (-0,9%) e Como (-0,4%). Fanno eccezione Pavia (+1,3%) e Cremona (+1,0%), uniche realtà lombarde in territorio positivo.
Il dato di Sondrio va letto alla luce di un contesto che penalizza in modo particolare le aree provinciali e montane, dove il potere d’acquisto risulta più esposto agli effetti dell’inflazione e all’aumento dell’incidenza di povertà delle famiglie. Secondo Confimprese, anche la crescita dell’importo della tredicesima destinata ai consumi, al netto dell’inflazione, è stata la più contenuta degli ultimi quattro anni, riducendo ulteriormente la capacità di spesa soprattutto nei territori meno dinamici.
A livello settoriale, il 2025 conferma un andamento disomogeneo. L’abbigliamento e gli accessori chiudono l’anno con il risultato peggiore (-2,1%), dopo mesi altalenanti che hanno vanificato il rimbalzo di novembre. In difficoltà anche l’“altro retail” (-1,3%), che però al suo interno presenta forti differenze: la cura della persona cresce del +2,9%, mentre l’entertainment crolla del -4,4%. La ristorazione limita le perdite a -0,6%, mostrando una maggiore tenuta rispetto al commercio non alimentare.
Anche i canali di vendita raccontano un cambiamento nelle abitudini dei consumatori. Le high street dei centri storici sono le più penalizzate (-2,3%), mentre i centri commerciali (-0,3%) e i negozi di prossimità (-0,5%) si mantengono poco sotto la parità. Un segnale che conferma come le promozioni diffuse durante tutto l’anno – dal Black Friday ai presaldi – attirino consumatori sempre più attenti al rapporto qualità-prezzo e meno disposti a spendere.
Nel confronto nazionale, la performance di Sondrio appare ancora più critica se si considera che alcune regioni hanno chiuso il 2025 con risultati positivi o prossimi alla parità, come Valle d’Aosta (+1,4%), Marche (+0,8%) e Friuli-Venezia Giulia (+0,7%). All’estremo opposto si collocano Piemonte (-2,7%) e Calabria (-2,5%), ma il dato valtellinese resta tra i più negativi del Paese.
Lo sguardo ora è rivolto ai primi mesi del 2026. Secondo Confimprese, i primissimi dati potrebbero indicare una stabilizzazione dei consumi su livelli simili a quelli del 2025. Resta però aperta la sfida per territori come Sondrio, chiamati a fare i conti con una domanda debole e con la necessità di intercettare nuove leve di crescita per evitare che il divario con il resto della Lombardia continui ad ampliarsi.
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