Consumi in picchiata, Sondrio maglia nera in Lombardia nel 2025

Nel 2025 la provincia di Sondrio ha subito una contrazione dei consumi maggiore rispetto al resto della regione e d’Italia. Pesa il caro vita e l’inflazione.

Sondrio

Sondrio si conferma tra le province più in difficoltà sul fronte dei consumi nel 2025. I dati dell’Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-Jakala, che tracciano il consuntivo dell’intero anno (gennaio-dicembre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024), fotografano per la provincia valtellinese una flessione del 3,0%, il peggior risultato in Lombardia e uno dei più negativi a livello nazionale.

Il quadro generale non è incoraggiante: a livello Italia i consumi chiudono l’anno a -1,4% a valore, segnalando una fragilità strutturale della domanda interna in un contesto dominato da incertezza economica e preoccupazioni sul potere d’acquisto delle famiglie. La Lombardia, tradizionalmente locomotiva dei consumi, si allinea sostanzialmente alla media Paese con un -1,5%, ma al suo interno mostra dinamiche territoriali molto differenziate.

In questo scenario, Sondrio emerge come il territorio più penalizzato della regione. Il -3,0% registrato nel 2025 è nettamente peggiore rispetto alle altre province lombarde: Lecco si ferma a -2,5%, Brescia a -2,1%, mentre Milano chiude a -1,5% e Varese a -1,4%. Tengono meglio, pur restando in campo negativo, Monza e Brianza (-0,9%) e Como (-0,4%). Fanno eccezione Pavia (+1,3%) e Cremona (+1,0%), uniche realtà lombarde in territorio positivo.

Il dato di Sondrio va letto alla luce di un contesto che penalizza in modo particolare le aree provinciali e montane, dove il potere d’acquisto risulta più esposto agli effetti dell’inflazione e all’aumento dell’incidenza di povertà delle famiglie. Secondo Confimprese, anche la crescita dell’importo della tredicesima destinata ai consumi, al netto dell’inflazione, è stata la più contenuta degli ultimi quattro anni, riducendo ulteriormente la capacità di spesa soprattutto nei territori meno dinamici.

A livello settoriale, il 2025 conferma un andamento disomogeneo. L’abbigliamento e gli accessori chiudono l’anno con il risultato peggiore (-2,1%), dopo mesi altalenanti che hanno vanificato il rimbalzo di novembre. In difficoltà anche l’“altro retail” (-1,3%), che però al suo interno presenta forti differenze: la cura della persona cresce del +2,9%, mentre l’entertainment crolla del -4,4%. La ristorazione limita le perdite a -0,6%, mostrando una maggiore tenuta rispetto al commercio non alimentare.

Anche i canali di vendita raccontano un cambiamento nelle abitudini dei consumatori. Le high street dei centri storici sono le più penalizzate (-2,3%), mentre i centri commerciali (-0,3%) e i negozi di prossimità (-0,5%) si mantengono poco sotto la parità. Un segnale che conferma come le promozioni diffuse durante tutto l’anno – dal Black Friday ai presaldi – attirino consumatori sempre più attenti al rapporto qualità-prezzo e meno disposti a spendere.

Nel confronto nazionale, la performance di Sondrio appare ancora più critica se si considera che alcune regioni hanno chiuso il 2025 con risultati positivi o prossimi alla parità, come Valle d’Aosta (+1,4%), Marche (+0,8%) e Friuli-Venezia Giulia (+0,7%). All’estremo opposto si collocano Piemonte (-2,7%) e Calabria (-2,5%), ma il dato valtellinese resta tra i più negativi del Paese.

Lo sguardo ora è rivolto ai primi mesi del 2026. Secondo Confimprese, i primissimi dati potrebbero indicare una stabilizzazione dei consumi su livelli simili a quelli del 2025. Resta però aperta la sfida per territori come Sondrio, chiamati a fare i conti con una domanda debole e con la necessità di intercettare nuove leve di crescita per evitare che il divario con il resto della Lombardia continui ad ampliarsi.

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