Valmadrera: un piano sul rumore

Dibattito in consiglio per conciliare le esigenze dei residenti con la volontà di associazioni e commercianti di promuovere eventi

Valmadrera

L’importanza di un piano acustico per bilanciare la qualità della vita, l’attrattività e la vivacità della città hanno portato amministrazione comunale e minoranza a contrapporsi, in consiglio comunale, mercoledì sera: la classificazione acustica di Valmadrera è stata infine adottata col voto contrario dell’opposizione, dopo gli emendamenti che, comunque, anche la maggioranza stessa ha apportato alla versione originaria del piano. È passata la nuova linea: la fine di tutti gli eventi si sposta a mezzanotte (sinora il termine è le 23.30); otto ore - anziché quattro - sarà la durata possibile per ogni tipo di evento, privato o pubblico, che verrà organizzato nelle aree comunali da Comune e associazioni o dalle attività commerciali nei propri locali; un livello di decibel leggermente più alto, inoltre, sarà consentito senza particolari iter autorizzativi. Il piano, infatti, riguarda proprio i limiti di rumore ammessi nelle varie zone di Valmadrera e le regole per le manifestazioni. Il piano suddivide il territorio in sei classi acustiche, dalla massima quiete alla massima tolleranza e definisce i limiti di rumore consentiti in ciascuna fascia, tenendo conto anche di quelle di pertinenza delle infrastrutture come strade e ferrovie. Il dibattito si è concentrato sulle procedure per la gestione degli eventi, distinguendo tra la semplice comunicazione, da trasmettere in Comune per gli eventi entro certi limiti di persone e decibel, oppure le autorizzazioni in deroga per le feste che supereranno tali limiti.

Durante la discussione, sono stati presentati emendamenti dai due gruppi consiliari, “Ascolto Valmadrera” e “Progetto Valmadrera”, riguardanti principalmente proprio la durata degli eventi e i limiti di rumore consentiti, soprattutto «in facciata» cioè, tecnicamente, misurando i decibel di rimpetto rispetto alla fonte del rumore. Maggioranza e minoranza hanno concordato su un fatto: «Il rumore impatta significativamente sulla qualità della vita». Si è quindi discusso sull’«importanza di bilanciare - come hanno detto, dai due contrapposti schieramenti, Mirellla Pungitore e Domenico Mazzitelli - la vivacità della città con la tutela dei residenti dal rumore eccessivo». È emersa d’altronde - soprattutto dal capogruppo di minoranza Alessandro Leidi - la «necessità di definire limiti realistici per evitare che la maggior parte degli eventi debba poi richiedere la deroga»; una tesi condivisa dal collega Alberto Locatelli. Da parte della maggioranza, Riccardo Isacchi ed Eugenio Carnazza hanno tuttavia sottolineato che «i limiti più alti potrebbero aumentare il disturbo ai cittadini» e - ha aggiunto il sindaco, Cesare Colombo - «il numero dei reclami».

Quest’ultimo ha spezzato una lancia per chi si lamenta durante gli eventi: «Spesso non si tratta di rompiscatole ma, per esempio, di mamme con bambini» o - ha aggiunto Isacchi - di «lavoratori col turno dalle 6 alle 14». Del tutto favorevole invece a non fermare mai la musica è parso il consigliere di minoranza Mauro Dell’Oro: «Il suono della festa è gioia, è vita; ringraziamo chi (Pro loco, associazioni o commercianti) mettono impegno e soldi per fare eventi, mantenere animata Valmadrera e dare ai nostri giovani l’opportunità di divertirsi senza andare lontano. Se spegniamo tutto, diventiamo il dormitorio di Lecco». Ora il piano non entra in vigore subito; seguiranno la pubblicazione - per trenta giorni - un periodo di osservazioni (sempre di trenta giorni) e l’approvazione definitiva.

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