Amianto alla Leuci, un’altra causa vinta

Respinto il ricorso dell’Inps. «Riconosciuti i diritti dei lavoratori esposti all’isolante cancerogeno»

Lecco

Un’altra causa vinta. Probabilmente quella definitiva. E così 25 ex lavoratori della Leuci-File troveranno giustizia e avranno a disposizione i risarcimenti Inps per i benefici previdenziali che questo ente statale dovrà riconoscere anche agli ultimi dodici operai (sui 25 totali che hanno adito le vie legali), e che sono rimasti per anni esposti, senza saperlo fino a dopo il servizio, alle fibre d’amianto.

Il ricorso al tribunale di Milano contro i primi sei ex lavoratori che avevano fatto causa, vincendola, al tribunale di Lecco, è stato respinto e così, a cascata, tutti gli aventi diritto dovrebbero oramai percepire quanto loro spetta dopo anni di lotta. La prima causa di questo tipo è del 2021, e il respingimento dell’appello Inps è di questi giorni. Il cerchio oramai, dovrebbe essersi chiuso. Improbabile il ricorso alla Cassazione da parte dell’Inps. Cinzia Manzoni, instancabile presidente del Gruppo Aiuto Mesotelioma (Gam), ha annunciato la novità con grande soddisfazione: «L’Inps aveva fatto ricorso per alcuni dei nostri ex lavoratori Leuci, i primi sei. Aveva proposto appello a Milano, ma l’appello è stato respinto per cui Inps presto liquiderà le loro spettanze».

L’avvocato Roberto Molteni, che ha resistito all’appello Inps per il Gam, ha spiegato: «Confermata la sentenza di primo grado del Tribunale di Lecco che ha riconosciuto i benefici pensionistici ad un gruppo di sei lavoratori che avevano vinto la causa nel giugno 2024. L’Inps legittimamente ha fatto appello basandosi su due motivi: che i diritti fossero prescritti, ovvero supponendo che i lavoratori fossero a conoscenza fin dal primo momento di essere esposti all’amianto oltre soglia, ossia fino dal momento in cui lavoravano. Ma questa è una tesi infondata perché i lavoratori hanno saputo di essere stati esposti oltre soglia solo dal 2019 in poi: ovvero solo da quando il nostro medico di parte, Edoardo Bai, ha effettuato una perizia specifica sui valori soglia dell’amianto. Secondo motivo d’appello per l’Inps era che, visto che era stata fatta una causa pilota nel 2022 (i primi tre lavoratori, n.d.r.) e la perizia era stata fatta a suo tempo dal Tribunale di Lecco, nelle nuove cause che abbiamo fatto dal 2024 in poi, il tribunale di Lecco ha tenuto buono le perizie fatte dal dottor di Brini nel 2022. Questo perché i reparti erano praticamente i medesimi e le operazioni dei lavoratori erano praticamente le stesse, quindi non si vedeva perché, essendo stata vinta la causa pilota nel 2022, poi dopo l’Inps nei successivi ricorsi degli altri lavoratori avesse fatto appello”. Insomma i giudici di Milano, accogliendo le tesi esposte dagli appellati, ha dato loro ragione e ha confermato le sentenze del Tribunale di Lecco. Questo è un grande sospiro di sollievo per tutti i lavoratori perché tutte le persone che hanno fatto il ricorso hanno ora la possibilità di vedere riconosciuti, per l’ennesima e definitiva volta, questi loro diritti. «Credo che l’Inps – ha concluso l’avvocato Molteni - avendo perso il primo appello non andrà avanti con gli altri. Potrebbe arrivare in Cassazione, nessuno glielo vieta. Però a fronte di questa vittoria netta in appello, mi sento di dire che probabilmente non lo farà».

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