«È fondamentale pensare a un potenziamento della SS36»

Durante gli “stati generali delle infrastrutture” è stato annunciato che la Regione chiederà al Ministero delle Infrastrutture l’inserimento dell’opera nel contratto di programma con Anas.

Lecco

Regione Lombardia chiederà al ministero delle Infrastrutture l’inserimento nel contratto di programma con Anas della terza corsia sulla statale 36 nel tratto tra Giussano e Civate. L’annuncio è arrivato durante la tappa lecchese degli “stati generali delle infrastrutture”, la rassegna itinerante che Regione sta conducendo dallo scorso anno sui territori.

«Il primo passo – ha spiegato l’ingegnere Matteo Castiglioni, responsabile della struttura territoriale Anas Lombardia – è l’intervento di adeguamento del tratto Giussano – Civate in corso in vista delle Olimpiadi. Siamo stati poco fortunati con l’appaltatore nella prima fase, ma i lavori proseguono. L’investimento è di oltre 75 milioni di euro. Si effettueranno adeguamenti di banchine, miglioramenti delle corsie di accelerazione e di alcuni manufatti nonché interventi di manutenzione».

Entro fine gennaio dovrebbero essere ultimati gli interventi relativi al tratto tra Nibionno e Civate, inclusa la riqualificazione della ciclopedonale a lato del lago di Annone proprio in territorio civatese. Come ricordato durante il convegno, questi 75 milioni costituiscono solo una parte dei 700 milioni di euro stanziati negli ultimi anni, anche grazie alle Olimpiadi, ma non solo, per opere viabilistiche, ferroviarie e ciclabili in provincia di Lecco.

«Il passo successivo è potenziare l’arteria – ha proseguito Castiglioni – Riteniamo fondamentale pensare ad un potenziamento della statale 36, un’infrastruttura che nel tratto di Lecco tocca punte di traffico medio comprese tra i 75mila e gli 80mila veicoli al giorno». L’inserimento nel contratto di programma rappresenta un passaggio tecnico fondamentale per avviare l’iter di progettazione dell’opera.

«Quando si parla di infrastrutture – ha sottolineato l’assessore regionale alla Infrastrutture e Opere Pubbliche Claudia Terzi – si parla di sviluppo del territorio. Oltre agli interventi puntuali già in corso, è necessario avviare un lavoro per il potenziamento della statale 36, una delle arterie più utilizzate del paese che serve territori molto produttivi».

A determinare l’accelerazione è stata una richiesta congiunta delle categorie economiche lecchesi, le quali hanno accolto immediatamente con entusiasmo le parole di Regione e Anas. «La realizzazione della terza corsia sulla statale 36 tra Giussano e Civate – ha commentato Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco Sondrio - rappresenta uno snodo fondamentale tanto per il miglioramento della mobilità quanto per l’innalzamento dei livelli di sicurezza. L’elevatissimo volume di traffico, i rallentamenti frequenti e la ricorrenza di incidenti rendono urgente un intervento strutturale. Il territorio lecchese è caratterizzato da una forte densità manifatturiera, con industrie di eccellenza che esportano in tutto il mondo e che richiedono infrastrutture moderne ed efficienti per sostenere la loro competitività. Tuttavia, il loro sviluppo non ha a pieno tenuto il passo con la crescita del tessuto produttivo, trasformandosi in un ostacolo anziché in un abilitatore. La modernizzazione delle infrastrutture è un tema cruciale per lo sviluppo futuro e confidiamo che gli impegni assunti possano tradursi in tempi rapidi in atti concreti».

Soddisfazione anche da parte di Mauro Piazza, colui che ha fatto da tramite tra il territorio e Regione. «Se non cominciamo a parlare oggi di opere simili – ha osservato il sottosegretario nella giunta di Attilio Fontana – non vedremo mai la loro realizzazione. Difendere la realizzazione delle infrastrutture non solo non genera consenso, ma anzi crea molti problemi. Tuttavia, credo che a fronte di un disagio, polemica, rallentamento oggi ci siano tanti benefici domani di cui potranno godere non solo i 2mila cittadini membri di qualche comitato, ma le decine di migliaia di persone che rimangono in coda sulle nostre strade».

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