Lecco, la Prefettura resta in Corso Promessi Sposi: quale futuro per l’ex Ussl?

Il prefetto Paolo Ponta spera nella conferma della sede attuale. L’ex Ussl 16 potrebbe tornare all’Asst, ma si valutano anche altre destinazioni, tra cui una scuola

Lecco

Lo stabile di quella che fu la ex Ussl 16 di Lecco, chiusa oramai dal 2000, potrebbe tornare alla sanità. Per diventare che cosa, esattamente, è tutto da vedere. D’altronde è in scadenza il comodato gratuito di vent’anni con il quale l’Azienda ospedaliera aveva messo l’immobile a disposizione del ministero dell’Interno agli inizi degli anni 2000.

Per cui o si fa lì la nuova Prefettura o si torna indietro, alla prima casella di un gioco dell’oca che, in verità, non è mai partito. Ad ammettere che ben difficilmente la Prefettura si sposterà da corso Promessi Sposi è stato il prefetto Paolo Ponta che, nell’ambito del programma “Il Cappello sulla Notizia” di Leccofm, ha ammesso: «Spero proprio che la sede di corso Promessi Sposi diventi definitiva. Lo stabile di via XI Febbraio, invece, potrebbe tornare in possesso dell’Asst di Lecco, ma questo non lo possiamo decidere noi. Sono in corso le interlocuzioni con la direzione sanitaria».

Già, perché lo stabile di via XI Febbraio non è a costo zero. Gli ultimi lavori sono stati fatti negli anni scorsi e hanno riguardato la messa in sicurezza da intrusioni esterne del palazzo: sono state fatte le recinzioni esterne, il muretto di confine, e sigillati gli ingressi, anche se è evidente che gli infissi e i lavori impiantistici interni, che erano stati iniziati, con il passare del tempo (oramai più di dieci anni sono trascorsi dai lavori interni all’edificio), sono da considerarsi da rifare.

Insomma, il termine del comodato d’uso gratuito potrebbe coincidere con un utilizzo a scopi socio-sanitari del palazzo, ma anche no, visto che il direttore generale dell’Asst di Lecco Marco Trivelli sta cercando i soldi necessari per fare di Villa Eremo un polo oncologico di importanza nazionale e la sua “battaglia”, in questo momento, è concentrata lì, per incontrare il favore, e i finanziamenti, regionali. Difficile apra un altro fronte di questo tipo con un palazzo-voragine affamato di soldi pubblici per essere portato in condizioni di riaprire.

Paolo Ponta, prefetto di Lecco, è molto chiaro al riguardo: «Stiamo valutando di restituire lo stabile alla sanità lecchese perché i ritardi accumulati nel tempo non hanno permesso di trasferire la sede della Prefettura in quel luogo. Al momento la Prefettura rimarrà in corso Promessi Sposi che avrebbe dovuto essere una sede provvisoria ma mi auguro diventi definitiva. Sono in corso gli opportuni e dovuti sopralluoghi per vedere come destinare l’immobile che è del Provveditorato alle opere pubbliche, del demanio, e naturalmente lo faremo d’intesa con le autorità sanitarie. Bisogna fare i sopralluoghi, stabilire quali lavori siano stati fatti e come. Ora sono in campo i tecnici. Questo è un problema che purtroppo ho ereditato e non è colpa neanche dei miei predecessori. I ritardi non so a chi imputarli, dovrei leggermi tutte le carte, ma la situazione è diventata oramai insostenibile. È inammissibile che un immobile del genere rimanga lì ancora per molto in quello stato. Qualche decisione bisogna prenderla e io mi sono mosso in tal senso».

Una soluzione ulteriore, visto che uno degli ultimi atti della Giunta Brivio fu proprio quella di chiedere all’Asst e alla Prefettura la disponibilità eventuale di quegli spazi, potrebbe essere quella di “girare” l’immobile di via XI Febbraio al Comune di Lecco per farne, perché no, una scuola. Ma questa, per ora, è solo una suggestione basata su vecchi discorsi intavolati dall’allora sindaco Brivio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA