Lecco prima in Italia per Isee medio: Nord più ricco, ma il divario con il Sud resta forte

Nel 2026 l’Isee medio delle famiglie italiane si attesta a 17.600 euro, con profonde differenze territoriali. In questo scenario spicca la provincia di Lecco, prima in Italia con 23.465 euro, Sondrio supera la media nazionale con circa 19.600 euro

Lecco

Ogni tanto una statistica riesce a raccontare qualcosa di più profondo della semplice fotografia dei numeri. È il caso dell’Isee medio delle famiglie italiane, che nel 2026 si attesta attorno ai 17.600 euro. Un indicatore che tiene conto di redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare e che viene utilizzato per stabilire l’accesso a molte prestazioni sociali.

Se si guarda la mappa del Paese emerge subito una frattura storica: nel Nord l’ISEE medio supera i 21.000 euro, mentre in molte aree del Sud scende spesso sotto i 10.000 euro. Un divario che negli ultimi anni si è ridotto solo marginalmente nonostante la crescita complessiva dei redditi dichiarati.

Dentro questo quadro nazionale spiccano due territori alpini che conosciamo bene: Lecco e Sondrio. Come ha evidenziato nei giorni scorsi un’analisi pubblicata dal Corriere della Sera, basata sui dati delle dichiarazioni ISEE presentate all’Inps, la provincia di Lecco risulta addirittura la prima in Italia, con un valore medio di 23.465 euro. Un dato che la colloca davanti anche a realtà economicamente molto forti come Milano o Bolzano.

Il risultato non nasce per caso. Il lecchese resta una delle aree con la più alta densità manifatturiera del Paese, con una rete diffusa di piccole e medie imprese che continua a garantire occupazione e redditi relativamente stabili. A questo si aggiunge un elemento che pesa molto nell’indicatore: la diffusione della proprietà della casa, che contribuisce ad aumentare il patrimonio delle famiglie.

Accanto a Lecco, anche Sondrio si colloca sopra la media nazionale. L’ISEE medio della provincia valtellinese si aggira attorno ai 19.600 euro, un valore inferiore rispetto alle province lombarde più industriali ma comunque nettamente superiore alla media italiana.

Sono numeri che raccontano due economie diverse ma complementari: da una parte il sistema industriale e manifatturiero del lecchese, dall’altra un territorio come quello sondriese dove turismo, agricoltura di montagna e piccole imprese continuano a sostenere il reddito diffuso.

Naturalmente una media non racconta tutto. Anche in territori considerati “ricchi” esistono famiglie in difficoltà e giovani che faticano a trovare stabilità. Ma questi dati ricordano come Lecco e Sondrio restino tra le aree economicamente più solide del Paese, frutto di una lunga tradizione di lavoro, impresa e risparmio.

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