Cronaca / Lecco città
Mercoledì 11 Marzo 2026
Lecco: Settemila badanti e colf nel Lecchese, la metà lavora in nero
Nel lecchese alta incidenza di lavoro domestico irregolare, con famiglie che faticano a sostenere i costi di un’assunzione regolare.
Lecco
Il lavoro domestico a Lecco impiega 3.586 lavoratori, per la grande maggioranza donne. Di questi 1.558 sono colf, domestiche, e ben 2.028 badanti. Ci sono cioè 4,4 colf ogni mille abitanti e 7,6 badanti, sempre ogni mille abitanti nel nostro territorio. A Milano, per dare un’idea, colf e badanti sono esattamente il doppio in termini di rapporti con mille abitanti. Ma d’altronde l’area metropolitana ha una maggior concentrazione di anziani. Lecco è l’ottava provincia lombarda per presenza di colf e badanti sul territorio rispettivamente con percentuali su un totale di quasi 88mila colf dell’1,8 per cento e sul totale di 70.393 badanti del 2,9 per cento. Numeri comunque molto importanti. Tutti dati relativi al 7° rapporto annuale promosso dall’Osservatorio Domina, associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico.
La cosa triste è che tutti questi dati rappresentano solamente una faccia, quella emersa, di un iceberg sommerso fatto di “nero” e di irregolari. Perché? Per le leggi sull’immigrazione (che non consentono di assumere la gran parte delle donne che vorrebbero lavorare per guadagnarsi l’indipendenza e, perché no, la cittadinanza) visto che l’80 per cento di colf e badanti sono straniere, e per l’impossibilità di tante famiglie di pagare una assistente con lavoro regolare, soprattutto quelle che non possono accedere alle misure di accompagnamento o di maggior aiuto economico per chi ha anziani non autosufficienti o disabili in casa.
Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina non ha dubbi: «Il 48 per cento di chi lavora in questo settore lo fa in nero. Il nostro è il settore dove c’è il nero più alto perché le famiglie sono in difficoltà. Una badante convivente costa circa 18mila euro l’anno e le famiglie, sbagliando, pensando di risparmiare, non le regolarizzano e non pagano i contributi mettendosi così a rischio di sanzioni anche molto pesanti». Tra l’altro a Lecco la richiesta di badanti è molto superiore a quella di colf. «Esattamente. È all’opposto del resto di Lombardia. A Lecco il 56 per cento di questi lavoratori a domicilio sono badanti regolarizzate». A volte alcune famiglie si trovano quasi nella necessità di inserire nella casa dei genitori o degli assistiti un immigrato clandestino, visto che è così difficile trovare una badante oramai: «Il che porta anche a problemi ancora maggiori del “nero” contrattuale, con risvolti penali – osserva Gasparrini – si incorre nello sfruttamento di immigrazione clandestina. Certo, c’è una normativa per cui le persone possono venire a lavorare con il decreto flussi. Non la posso far venire però senza conoscerla, visto che le affido un anziano non autosufficiente. E così il decreto flussi è spesso senza utilità. Nelle ultime sanatorie, quella del 2021, la più importante, si sono regolarizzati i ventenni dall’Asia o dall’Africa del Nord, mentre la tipologia media delle nostre badanti è quella di una donna di 55 anni che viene dall’Europa dell’Est...».
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