Prati di Cavagna, la maggioranza in campo: «Vincoli più stringenti»

Con un emendamento, l’amministrazione punta a disincentivare l’edificazione nelle aree verdi, salvaguardando i diritti maturati da proprietari

Il dibattito che nelle ultime settimane ha acceso l’attenzione sui prati di Cavagna ha riportato al centro della scena il valore storico e paesaggistico di una delle aree più delicate della città. Un confronto che, secondo la maggioranza consiliare, ha confermato quanto questo spazio rappresenti non solo un patrimonio ambientale, ma anche un elemento identitario per la comunità lecchese.

Proprio alla luce di queste sollecitazioni, i gruppi di maggioranza hanno annunciato la presentazione di un emendamento alla Variante al Piano di governo del territorio (Pgt) con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la tutela dei prati di Cavagna. Una scelta che si inserisce in continuità con l’impostazione già adottata nel piano, che aveva ridotto in modo significativo le possibilità edificatorie sull’intera fascia pedemontana.

«Le istanze emerse dalla cittadinanza e dalle associazioni – spiegano i capigruppo di maggioranza – trovano piena condivisione sul piano dei principi». Da qui la decisione di tradurre questo orientamento in un atto concreto, intervenendo sul Pgt per rendere ancora più stringenti le regole di salvaguardia dell’area.

L’emendamento punta a limitare al minimo le possibilità di trasformazione diretta dei prati di Cavagna, incentivando in modo esplicito la scelta di non edificare e favorendo invece il recupero di aree già urbanizzate. I diritti edificatori riconosciuti nel tempo non verrebbero cancellati, ma trasferiti su altre zone della città, in un’ottica di riequilibrio urbanistico che mira a contenere il consumo di suolo.

Secondo la maggioranza, questo intervento rappresenta un ulteriore passo nella direzione tracciata fin dall’avvio del percorso di revisione del piano urbanistico. «È una scelta che conferma l’impostazione di fondo del Pgt e rafforza l’idea di una pianificazione attenta alla tutela del paesaggio e dell’ambiente», sottolineano i firmatari della proposta.

Non meno importante è l’aspetto metodologico: l’emendamento viene presentato come il frutto di un confronto con la città. «Ascoltare le osservazioni dei cittadini e delle associazioni – affermano – significa rendere più efficace il piano e costruire decisioni condivise». Un approccio partecipativo che, secondo la maggioranza, ha caratterizzato l’intero iter di adozione della Variante al Pgt.

Il documento è firmato dai capigruppo Pietro Regazzoni (Partito Democratico), Saulo Sangalli (Fattore Lecco), Alberto Anghileri (Alleanza Verdi e Sinistra) e Paolo Galli (Ambientalmente Lecco). La proposta ora dovrà essere esaminata nel percorso istituzionale previsto, ma segna già un passaggio politico rilevante nel dibattito sulla tutela dei prati di Cavagna e, più in generale, sulla strategia urbanistica della città.

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