Soccorso alpino e pericolo social: quasi due interventi ogni giorno

Montagna A livello regionale si registra un aumento delle richieste di soccorso. Il vicepresidente Crotta: «Verificare sempre molto bene le informazioni»

Lecco

Interventi in aumento significativo per il Soccorso alpino e speleologico lombardo: nel 2025, in tutta la regione quelli compiuti dalle squadre territoriali sono stati 1490, a fronte dei 1259 registrati nel 2024; 1986 le persone soccorse. Dall’analisi della tipologia di interventi emergono cause quali ritardo, perdita di orientamento, impreparazione fisica e tecnica, attrezzatura inadeguata, mancata pianificazione dell’itinerario. Una tendenza che sta diventando più marcata, soprattutto dal periodo successivo alla pandemia del 2020.

La XIX delegazione Lariana - quella che ricomprende Lecco insieme a Como e Varese -è intervenuta 573 volte contro le 447 del 2024, con 37 persone decedute; 650 le persone soccorse; 45 gli interventi di ricerca di dispersi,

Nello specifico sono stati 139 gli interventi nel lecchese, 155 tra Valsassina e Valvarrone, e 106 quelli del Triangolo Lariano che lambisce comunque l’area di Lecco.

Tra le principali cause degli incidenti ci sono caduta, inciampo, scivolata sul posto 120; condizione fisica o psicofisica 96; caduta dall’alto 75; ritardo 51; perdita orientamento 43; impedimenti percorsi 30; recuperi 10; condizioni meteorologiche 8; nebbia e foschia 5; neve o ghiaccio al suolo 5.

Principali attività coinvolte: escursionismo 333; attività turistiche e ricreative 40; funghi 21; running e trail running 18; trekking 15; mtb ed e-bike 12; bicicletta 11; ferrata e sentiero attrezzato 11; alpinismo 4; parapendio 4. I soccorritori impegnati a livello di delegazione sono stati 2.501, per un totale di 11.378 ore uomo, di cui 209 medico e 777 infermiere, in 1.682 giornate.

La maggior parte dei soccorsi sono stati prestati ad escursionisti 333 i casi; 40 per persone coinvolte in attività turistiche e ricreative 40; 21 cercatori di funghi, e 4 casi per infortunati con parapendio.

Complessivamente tra Valtellina e Valchiavenna gli interventi sono stati 336 contro i 250 del 2024, area questa che interessa seppur sommariamente anche il lecchese considerate le aree attorno a Colico.

«L’aumento degli interventi, costante da anni, implica un carico operativo crescente e sempre più strutturato - sottolinea Gianluca Crotta, vice presidente del Cnsas Lombardo -. Dall’analisi della tipologia di interventi emergono cause quali ritardo, perdita di orientamento, impreparazione fisica e tecnica, attrezzatura inadeguata, mancata pianificazione dell’itinerario. Una tendenza che sta diventando più marcata, soprattutto dal periodo successivo alla pandemia del 2020. A questo si aggiunge l’importanza di verificare sempre molto bene le informazioni: per esempio, sui canali social spesso si vedono foto, video e commenti su itinerari che sembrano facili ma non sono affatto alla portata di tutti. L’emulazione poi attira persone che non sono in grado di fare quel tipo di percorso o di esperienza. La prevenzione e la sicurezza sono determinanti per chi frequenta la montagna: prepararsi con cura significa scegliere itinerari adeguati, consultare meteo e bollettini ».

Escursionisti che salgono sulle vette con le scarpe da ginnastica, altri che non hanno la minima idea di dove stiano andando, e c’è pure chi non guarda l’orologio e si trova avvolto dal buio e non trova più la strada per il rientro.

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