Violenza sugli operatori sanitari: «Colpiti due medici su tre nel 2025»

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche e l’Ordine dei Medici di Lecco denunciano dati allarmanti e organizzano un evento formativo per contrastare il fenomeno.

Lecco

Violenza sugli operatori sanitari e sui medici. È ora di dire con forza «Basta». Ma i numeri dicono il contrario. Quasi un infermiere su due e due medici su tre hanno subito violenza fisica o verbale nel 2025 a Lecco. Dati sconcertanti, gravissimi, vergognosi.

Così per la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che ricorre il 12 marzo, l’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Lecco e l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Lecco hanno organizzato congiuntamente un evento formativo dal titolo “Rischio aggressioni al personale sanitario: conoscere e prevenire il fenomeno”, nell’Aula Magna dell’ospedale Manzoni di Lecco.

«Dal nostro sondaggio interno – sottolinea Fabio Fedeli, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Lecco – si evidenzia che il 40% degli infermieri che hanno partecipato all’indagine ha subìto una forma di violenza nel corso del 2025 e oltre un terzo di loro ha dichiarato di aver valutato l’idea di lasciare la professione. La violenza contro gli operatori sanitari non riguarda solo chi la subisce direttamente» ma rappresenta un problema che coinvolge l’intera comunità. Quando i professionisti lavorano in condizioni di insicurezza o forte pressione, ne risente inevitabilmente anche la qualità dell’assistenza e il clima di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. Per questo è fondamentale affrontare il tema in modo condiviso e con un approccio orientato alla prevenzione».

L’evento vedrà inoltre l’intervento di esperti sul tema della gestione e prevenzione delle aggressioni nei contesti sanitari, con l’obiettivo di offrire strumenti utili sia sul piano organizzativo sia su quello relazionale.

«Dall’indagine promossa dall’Ordine – dichiara Pierfranco Ravizza, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Lecco – risulta che circa due terzi del personale sanitario intervistato ha subito qualche forma di violenza, per fortuna prevalentemente verbale. Nella maggior parte dei casi i sanitari non hanno avviato procedure formali di segnalazione agli organismi di servizio o alle forze dell’ordine. Per tutti, quasi indistintamente, tuttavia, il vissuto intimidatorio permane nel tempo come condizionamento nella pratica lavorativa. La preoccupazione è che tale vissuto possa contribuire a demotivare il personale sanitario o a incrementare la già esuberante quota di medicina difensiva, che grava sul Servizio sanitario. Riteniamo pertanto utile e fondamentale ogni iniziativa che miri a mantenere o ristabilire il corretto rapporto fiduciario tra cittadini assistiti e personale sanitario».

L’iniziativa rappresenta un momento di collaborazione tra le professioni sanitarie del territorio e si inserisce in un percorso più ampio di promozione della sicurezza nei luoghi di cura, nella consapevolezza che tutelare chi cura significa tutelare l’intera comunità e rafforzare la qualità del Servizio sanitario.

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