Berbenno, inseguimento sulla Statale 38: i due corrieri arrestati erano nel mirino da tempo

L’operazione dei carabinieri di Sondrio e Varese svela una rete di consegne di cocaina a insospettabili clienti della Valtellina, tra imprenditori, professionisti e amministratori

Berbenno di Valtellina

Negli ultimi giorni sono emersi nuovi e interessanti particolari su un fatto di cronaca di metà ottobre in Valtellina, sfociato nell’arresto di quelli che sono ritenuti due corrieri della droga, provenienti dal Varesotto e a bordo di un’auto «pulita», ossia non rubata. Un’auto che era sfrecciata sulla statale 38 dello Stelvio, in località San Pietro, in territorio comunale di Berbenno, e i carabinieri che decisero di inseguirla – fu fatto poi sapere alla stampa – per l’alta velocità. Si era appreso, in seguito, che si trattava di un’Audi che, attorno alle 13.50 di quel 15 ottobre, procedeva ad alta velocità lungo la statale in direzione del capoluogo ed era attesa, in realtà, dai militari di una «gazzella» della locale caserma che si sarebbero posti all’inseguimento. Presto vennero supportati da un’altra pattuglia dei colleghi di Ardenno, evidentemente già presente in zona, e con l’ausilio, inoltre, di un equipaggio della Sezione radiomobile in forza alla Compagnia di Sondrio. Quel pomeriggio non passò inosservata la scena, a numerosi automobilisti in transito nel primo pomeriggio, dell’Audi A3 cinturata da almeno tre vetture di servizio della Benemerita che riuscirono, in breve tempo, a bloccare il veicolo in fuga.

A bordo due individui, ossia i soggetti che ci si aspettava di trovare. E, finalmente, spuntò l’identità dei fermati: Sokol Mirashi, nato l’8 aprile 1994 ad Aliaj in Albania, residente in via Gramsci 25 a Malnate, in provincia di Varese, sposato, di professione impresario, con precedenti di polizia, e l’amico Daniele Gigli, nato a Varese il 25 giugno 1976 e residente nella «città giardino» della Lombardia in via Magenta 48, ma domiciliato anche lui a Malnate, in via Ferrari numero 30, coniugato, attualmente senza occupazione e anch’egli già noto alle forze dell’ordine. La forte curiosità è rappresentata dal fatto che la vettura bloccata dai militari è di Daniele Simone Gigli e risulta assicurata con un’importante Agenzia assicurativa del capoluogo e la scadenza è fissata all’1 dicembre 2025. Con tutte le agenzie assicurative esistenti in provincia di Varese il conducente, poi finito in carcere, ha stipulato la polizza in Valtellina. Come mai? Solo un caso? Una curiosità che sicuramente sarà oggetto di approfondimenti investigativi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA