Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 26 Gennaio 2026
Schianto sulla variante di Morbegno: un’invasione di corsia, poi gli scontri
Danni e paura La Polizia stradale indaga sulla cause dell’incidente di Cosio Valtellino: otto feriti, due gravissimi. Una situazione emblematica visto il blocco della nuova 38: mobilitati otto mezzi via terra, elicottero e pompieri
Cosio Valtellino
Con ogni probabilità c’è un’invasione di corsia da parte di uno dei mezzi coinvolti, all’origine dell’incidente stradale avvenuto poco prima delle 16 di sabato sulla variante di Morbegno della nuova statale 38, a Cosio Valtellino, nel tratto in cui le corsie si restringono e da quattro diventano due.
Poco dopo l’uscita per Morbegno, 500 metri più avanti, in direzione nord, si è verificato uno scontro frontale fra due mezzi, estesosi poi ad altrettanti che si trovavano sulla tangenziale in quel momento. Quattro in totale, quindi, i veicoli coinvolti nel sinistro con otto persone che hanno avuto bisogno di cure mediche urgenti.
Intervenuti
Un autentico tour de force per tutti gli operatori del soccorso chiamati ad intervenire. In primis per il personale sanitario di Areu, l’Agenzia regionale dell’emergenza e urgenza, che, subito contattata, ha disposto l’invio sul posto di otto mezzi di soccorso su gomma oltre ad EliSondrio. Sono giunte sulla variante due automediche e sei ambulanze in parte della Croce Rossa di Morbegno in parte di quella di Colico.
Attivati anche i vigili del fuoco di Morbegno che hanno provveduto a liberare il conducente di una delle auto coinvolte, una Hyundai, rimasto incastrato dentro l’abitacolo in stato di incoscienza. L’uomo, sui 60 anni, una volta estratto, è stato preso in carico per primo, proprio perché più grave, dagli operatori di Areu e stabilizzato sul posto è stato di lì a poco trasferito in elicottero al Morelli di Sondalo. Nel giro di un’ora era a destinazione. Poi è seguito un altro viaggio sempre in elicottero al Morelli con un secondo ferito molto grave, quindi, gli altri sei feriti sono stati trasportati in ambulanza nei vari ospedali della zona. Due, in codice rosso, quindi gravi, al Manzoni di Lecco, altri due in codice giallo a Sondrio, un terzo sempre giallo, a Gravedona, e un ultimo per accertamenti a Sondrio in verde.
Ad essere coinvolti nel sinistro sei uomini e due donne, queste ultime di 22 e 26 anni, mentre i primi di 31, 51, 52, 55, 60 e 63 anni.
Di fatto si è trattato di una maxi emergenza, che il personale sanitario di Areu ha affrontato con la consueta preparazione e competenza, seguendo attentamente la procedura. Sul posto, per i rilievi di rito, gli agenti della Polstrada di Bellano e per la gestione della viabilità i tecnici Anas che hanno chiuso il tratto di strada compreso fra i chilometri 9 e 18.2, lasciando aperto il transito in direzione nord, però, fino allo svincolo per Morbegno. Strada che è rimasta off limits fino alle 20, quando gli operatori dell’autosoccorso Lanfranchi del Consorzio soccorso Valtellina hanno sgomberato la sede stradale dai mezzi incidentati, un furgone da 35 quintali, sul quale viaggiavano alcuni operai, un Fiat Fiorino, una Hyundai e una Skoda. Tutti i mezzi sono attualmente sotto sequestro.
Impossibile avere ulteriori notizie dalle forze dell’ordine, perché dal distaccamento di Polizia di Bellano fanno sapere che le indagini sono ancora in corso.
Insidioso
È una certezza, tuttavia, che il tratto di strada di cui si parla è insidioso, perché il passaggio dalle quattro alle due corsie trae in inganno parecchi automobilisti e ne spinge altri a continuare a transitare come se si trovassero sulla strada a scorrimento veloce che arriva fino allo svincolo di Morbegno.
Il problema è che non è così. Dallo svincolo in poi scatta il 90 e, soprattutto, il divieto di sorpasso che non tutti rispettano e chi percorre regolarmente il tratto di strada lo sa.
Ora, l’auspicio è che anche in chiave olimpica, ma non solo, questo aspetto venga considerato perché le conseguenze di chiusure come quella di quattro ore di sabato sarebbero probabilmente enormi sulla viabilità alternativa.
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