Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 26 Gennaio 2026
Tragedia della zipline, depositata la richiesta di rinvio a giudizio
Restano ancora senza risarcimento i familiari di Ghizlane Moutahir, la 41enne di origini marocchine, rimasta vittima di una rovinosa caduta da un’altezza di 30 metri, il 5 maggio 2024
Bema
Sulla tragedia della “zipline” la procura di Sondrio ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio, mentre restano ancora senza risarcimento i familiari di Ghizlane Moutahir, la 41enne di origini marocchine, rimasta vittima di una rovinosa caduta da un’altezza di 30 metri, il 5 maggio 2024, mentre provava l’esperienza del Fly Emotion, l’attrazione turistica che permetteva il volo sospeso fra i comuni di Albaredo e Bema. La richiesta di rinvio a giudizio arriva dopo l’avviso di conclusione delle indagini, formalizzato mesi fa a carico di cinque persone (i responsabili della struttura e tre giovani dipendenti addetti alla “vestizione” e alla partenza degli utenti). Non si conosce ancora la data di fissazione dell’udienza preliminare e se il numero di imputati è invariato rispetto a quello contenuto nell’atto che certificava la fine degli accertamenti della magistratura inquirente, ma da fonti giudiziarie è arrivata la conferma della richiesta di rinvio a giudizio.
Come riportato su queste pagine a dicembre, l’inchiesta riguardava cinque persone, a partire da Matteo Sanguinetti, 46 anni, nato a Savona (città nella quale risulta anche residente), coinvolto in qualità di presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Fly Emotion srl. Oltre lui figurava anche Silvio Greco, 48 anni, di Morbegno, in qualità di sovrintendente responsabile dei lavoratori dell’attrazione turistica, incaricato di «garantire l’attuazione delle direttive» da parte del personale e la «corretta esecuzione» delle stesse. E poi c’erano tre dipendenti della struttura: Anna Colturri, classe 2003, difesa dall’avvocato Niccolò Vecchioni, lavoratrice a tempo determinato con compiti di addetta alla vestizione dei clienti prima del volo; Mattia Faldarini (avvocati Annalisa Perlini e Maurizio Gerosa), 23 anni, anch’egli presente al momento delle operazioni di vestizione del gruppo 7, di cui quel giorno faceva parte la vittima; Nassiba Kafi, la più giovane (20 anni), assistita dall’avvocato Giovanni Arduini, sotto accusa per la sua presenza con l’incarico di addetta a dare il “via”, nel punto denominato Partenza 1 Albaredo. Secondo l’accusa la donna è stata fatta partire senza un assetto di volo sicuro. In particolare non le erano stati assicurati i gambali arancioni dell’imbragatura e con la staffa non correttamente regolata. Stando a quanto appreso, le sorelle, i fratelli e le nipoti della vittima non hanno ancora ricevuto alcun ristoro economico dalla compagnia assicuratrice.
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