Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 05 Marzo 2026
Accoltellamento a Torre di Santa Maria: domani la convalida dell’arresto del 30enne
Un litigio per motivi personali degenera in aggressione. La vittima, ferita all’addome e al braccio, non è in pericolo di vita. L’aggressore è in carcere.
Torre di Santa Maria
Si terrà domani mattina, in Tribunale, a Sondrio, l’interrogatorio di garanzia del 30enne di Robbiate (Lecco), ma di stanza da sei mesi a Torre di Santa Maria, in contrada Zarri, presunto autore di un accoltellamento nei confronti del proprio ospite, un 25enne di Pradalunga, in provincia di Bergamo.
Al culmine di un litigio, pare per questioni del tutto personali, il 30enne avrebbe colpito con un tirapugni munito di coltello a scomparsa l’amico all’addome e ad un braccio procurandogli ferite lacerocontuse fortunatamente non gravi.
Il giovane ha sì perso del sangue, di cui era cosparso il selciato, a Zarri, ma i tagli non sono stati profondi al punto da ledere organi vitali. È stato portato subito in Pronto soccorso a Sondrio e preso in carico dal personale sanitario, ma si è capito subito che le ferite erano superficiali e giudicate guaribili in una quindicina di giorni.
L’aggressore era invece stato tradotto in caserma a Sondrio, dai carabinieri, per l’espletamento delle formalità di rito cui ha fatto seguito la reclusione nella casa circondariale di via Caimi con l’accusa di lesioni aggravate dall’uso del tirapugni con coltello annesso. Non si parla invece di tentato omicidio, proprio perché non ve ne sono i presupposti.
Ieri pomeriggio, il suo avvocato d’ufficio, Giuseppe Romualdi, del foro di Sondrio, gli ha fatto visita in carcere in vista dell’interrogatorio di oggi e lo ha trovato abbastanza tranquillo.
Del resto già subito dopo l’accaduto, quando l’amico ferito era uscito di botto di casa per chiedere aiuto ad alcuni vicini, l’aggressore lo aveva raggiunto mostrando una certa preoccupazione per le sue condizioni e si era subito consegnato ai carabinieri di Chiesa e di Sondrio che avevano fatto perno su Zarri per capire cosa fosse successo.
L’avvocato difensore, considerate le conseguenze non gravi, fortunatamente, della violenza, non dispera di poter ottenere l’applicazione di una pena restrittiva meno pesante rispetto al carcere, ma sarà il giudice per le indagini preliminari a decidere.
Intanto la casa di Zarri in cui risiedeva è stata posta sotto sequestro. Si tratta della seconda casa dei genitori dell’aggressore, di loro possesso da parecchi anni dato che, regolarmente, salgono in zona. Il figlio, invece, che come l’aggredito ha precedenti penali, non è più di tanto conosciuto neppure dai 15 residenti a Zarri.
Fa vita ritirata e non ha mai dato problemi, almeno non al livello da giungere all’attenzione di forze dell’ordine o del sindaco stesso.
«Nessuno mi ha mai chiamato da Zarri per dire che ci fossero problemi di sorta – dice Giovanni Gianotti, sindaco di Torre di Santa Maria -, cosa che regolarmente accade quando succede la minima cosa. Certo, spiace per l’accaduto e il paese è rimasto un po’ sgomento. Qui nessuno gira col tirapugni, al massimo qualche coltellino in tasca per pulire i funghi che si trovano nei boschi. Però, proprio il fatto che i protagonisti siano praticamente sconosciuti alla popolazione, impedisce quel coinvolgimento emotivo che ci sarebbe se fossero coinvolte persone note».
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