Lanzada: Frana di Franscia, si punta a riaprire una carreggiata entro giugno

Il sindaco Negrini e la sua squadra al lavoro per ripristinare la viabilità e sostenere le attività ricettive, agricole e di cava isolate. Tante le incognite.

Lanzada

«A breve andremo ad esaminare per l’approvazione i disciplinari d’incarico redatti dal geologo e dall’ingegnere preposti alla messa in sicurezza del versante franato sulla strada per Franscia con l’obiettivo di avviare appena possibile i lavori di pulizia della nicchia di frana, la parte alta della stessa da dove è partito il distacco. Puntiamo, e speriamo davvero di riuscirsi, ad aprire almeno una carreggiata, con circolazione a senso unico alternato, per giugno, in modo da permettere alle attività ricettive e di cava di Franscia di poter lavorare e alle persone di poter raggiungere l’alta quota durante l’estate. Non in modo ancora fluido, ma, almeno, sicuro».

A dirlo è Marco Negrini, sindaco di Lanzada, che, insieme ai suoi consiglieri e al vicesindaco Francesco Nana, in primis, dall’11 novembre dello scorso anno, ha la testa sulla frana di Franscia e sul riverbero di questa pesante interruzione del tracciato per l’alta quota sulle tante attività che la vivono. Strutture ricettive, realtà di cava e agricole.

Ricordiamo che a Franscia vivono stabilmente sei persone, isolate dal giorno della frana, cinque della famiglia Dioli-Negrini, gerente da una vita l’albergo Edelweiss, oltre a un lanzadese che si trovava a Franscia con mucche e capre e che vi è rimasto dopo aver riportato a valle, a piedi, il bestiame perché impossibilitato a rifornirsi del foraggio, e ci sono diversi rifugi e agriturismi normalmente aperti in inverno fra cui lo Zoia, il Cornetto, il Cristina, oltre al Bignami che apre in primavera, oltre alle cave di Marmi Mauri e Nuova Serpentino d’Italia.

«Siamo molto preoccupati per le attività, tant’è che appena possibile organizzeremo un incontro con tutti i gerenti per capire le loro esigenze anche in vista della stagione estiva - dice il sindaco Marco Negrini -. Prima di farlo vorremmo però capire meglio i margini di azione che abbiamo per poter riaprire entro giugno la strada, almeno parzialmente, perché non dipende tanto da noi quanto dal meteo, dalla burocrazia, dalle difficoltà cui possono andare incontro le maestranze. Sono tanti gli aspetti da considerare e che si devono “incastrare”».

Al momento, ricordiamolo, dalla mezzanotte del 23 dicembre è aperta e del tutto percorribile la strada fino a Le Prese, isolata per 42 giorni, per cui sono accessibili le attività di Imi Fabi, il laboratorio di Marmi Mauri e l’azienda agricola Pizzo Scalino, e ulteriori pericoli e movimenti sul corpo frana non ce ne sono stati, complice anche il gelo che blocca la roccia. É sempre attivo l’impianto semaforico collegato ai punti nevralgici della frana e che scatta e diventa rosso in caso di movimenti sospetti, ma, come detto, per ora, alert particolari non ce ne sono stati più.

«Entro 10 giorni al massimo toglieremo anche il grosso masso finito l’11 novembre nel campo sportivo di Tornadri - dice il sindaco - e andremo a sistemare il fondo rovinato. Per ora solo in quel punto, per permettere alla squadra di calcio di tornare ad allenarsi, ma considerato che stava già scadendo l’omologazione del fondo sintetico, pensiamo di rinnovarlo completamente».

Ha riaperto, invece, regolarmente, a partire dalla vigilia di Natale, il bar del centro sportivo “Solero” di Tornadri, che essendo l’unico ritrovo della zona, costituisce un punto di riferimento per i residenti di tutte le età di Tornadri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA