«Offro lavoro in Svizzera a 3300 euro», ma l’annuncio online è una truffa

Fa sempre più vittime una sofisticata frode con annunci di lavoro tra Lugano, Zurigo e Basilea. Dopo colloqui e contratti fasulli, i truffatori chiedono piccoli pagamenti per “tasse” e pratiche.

“Lavoro in Svizzera, pulizie, cameriere, 3.300 euro al mese, vitto e alloggio gratuito. Assunzione immediata”. La truffa comincia cosi, con un annuncio online che promette stipendi elevati tra i 3.300 ai 4.800 euro per impieghi che in Italia vengono pagati poche centinaia euro. I posti di lavoro sono in alberghi di lusso, a Chiasso, Lugano, Basilea, a Zurigo, ma ci sono anche posti in portineria e in aziende storiche, in condomini, in alberghi di montagna con Spa.

Mentre dalle aziende italiane che cercano lavoro attraverso le agenzie interinali non arrivano mai risposte, dalle aziende svizzere le risposte arrivano da ogni parte, appena inviato il curriculum.

Sono veri e proprio colloqui online che dimostrano un’attenzione molto alta al candidato. “Presentati. Chi sei? Quali sono i tuoi punti di forza? Le tue aspettative di stipendio? Quante lingue parli? Sai muoverti in squadra? Come fronteggi le emergenze? Hai famiglia? Come mai vuoi cambiare lavoro? Cosa ti aspetti da noi?”. Il candidato apprezza che qualcuno lo consideri una persona che può esprimere il suo pensiero e spiegare il suo valore, e risponde.

Le email arrivano da agenzie di recruiting che si occupano della ricerca per alberghi e aziende. L’efficienza svizzera si nota nella rapidità e nella quantità di risposte. Gli svizzeri rispondono sempre, anche alla sera tardi, il sabato e la domenica. Hanno bisogno di lavoratori e hanno soldi. Il candidato o candidata che in Italia impazzisce per trovare un posto da rider o lavapiatti, si ritrova a poter scegliere tra tre o quattro proposte allettanti.

Quando si passa anche il secondo step, infatti, si riceve una proposta di contratto. Qui le specificità della truffa variano. Alcune lettere sembrano troppo belle per essere vere. Come quella di un albergo di Zurigo in cui l’agenzia interinale esordisce con un «Benvenuto nella nostra famiglia. Sappi che noi ogni mattina ci troviamo insieme a pregare». Segue lunghissima e dettagliata email su quali saranno i documenti necessari e si specifica solo che bisogna pagare il 10 per cento di una tassa, che però una volta iniziato a lavorare sarà rimborsata al 90 per cento. In cambio di 4800 euro per fare la donna delle pulizie in un grand hotel, pagare una cifra che potrebbe aggirarsi sui duecento euro al candidato sembra niente.

L’email, mostrata alla Polizia in via precauzionale, viene scartata. Ma ne arrivano altre. Una offre un posto da servizio di manutenzione in un albergo d’affari a Zurigo e si offre alloggio con affitto e bollette pagate al 50. Il candidato è scettico. Perchè andrebbero comunque ad influire sui 3700 euro chiesti per occuparsi del servizio di manutenzione dell’hotel di Zurigo. Un’altra proposta invece sembra perfetta. Probabilmente copiando un vero contratto, l’albergo propone un lavoro da operaio metalmeccanico, manutenzione, a 3.700 euro al mese con vitto e alloggio compresi, orari 7-13.30 .16.30-1.30, due divise incluse. Notare che tutte le email sono state tradotte in italiano e quindi perfettamente comprensibili. Il candidato studia le varie proposte e ogni azienda arriva alla preparazione dei documenti, chiedendo il casellario giudiziale che in Italia va prenotato online e servono cinque giorni di tempo lavorativi per ritirarlo.

Poi arriva la conferma che i documenti sono pronti e manca un pagamento, qui l’allarme della truffa dovrebbe suonare forte e chiaro. Ma è in Svizzera, quasi sempre in Svizzera tedesca, in Svizzera parlano tedesco, telefonare in Svizzera per chiedere chiarimenti è un muro che frena il candidato a fare ulteriori approfondimenti. Le antenne sono ancora alte. Quando uno degli alberghi manda l’iban di un commercialista a cui indirizzare 316 euro, il candidato sente odor di truffa e si frena.

Ma quando l’albergo che sembra affidabile dice di aver girato tutto all’ufficio immigrazione e arrivano le email dello Swiss immigration, l’idea di iniziare a lavorare in Svizzera a 3700 euro al mese, 8 ore al giorno straordinari pagati, appartamento singolo, vitto e alloggio pagato, è cosi allettante da far pensare al candidato di essere a un passo dal lavoro dei sogni. Solo che non si capisce cosa deve pagare e a chi, e quando chiede all’immigration, l’immigration sollecita. E anche qui i modi sembrano strani. Ma è quando arriva l’email della Camera del lavoro europea che notifica che in seguito a una segnalazione per simulazione da parte dell’immigration di Lugano il candidato sarà segnalato come persona non gradita in Svizzera, e sarà bandito per due anni dalla possibilità di lavorare in Svizzera e in Europa, la paura spazza via la lucidità.

Allora un ragazzo disoccupato, di 27 anni, brianzolo ma ci sono stati casi in tutta Lombardia, che non trova lavoro in Italia, con la Naspi in scadenza, che ha appena trovato il lavoro dei suoi sogni in Svizzera, e che comunque solo nella Confederazione elvetica ha altre tre allettanti proposte di lavoro alternative, sta per essere bandito dal lavoro in Svizzera e pure in Europa, se non pagherà entro le 15.30 di mercoledi 11 marzo due tasse la Asw di 121,40 e l’assicurazione 64.40, totale 191,70. La paura acceca. Scatta la telefonata.

Il funzionario della Camera del lavoro europea per fortuna parla italiano, il candidato nel pallone non nota che risponde direttamente un tizio italiano e non un centralino, sente solo le rassicurazioni. «Se fa il bonifico, avrà il lavoro». Il bonifico non parte. Chiedi a Tizio, chiedi a Caio, Caio riesce.

Dopo, a bonifico partito, a Caio viene il dubbio. La fretta, le minacce, forse non è la vera Swiss immigration, forse non è il vero Hyperion hotel e dal vero Hyperion hotel di Basilea confermano. «E’ una truffa, non pagate, succede di continuo». Dai carabinieri confermano. «Succede di continuo». In Polizia, in Italia, confermano: succede di continuo. E al candidato è andata bene che ha versato solo 200 euro. C’è gente che arriva qui in lacrime con conti da 100 mila euro ripuliti.

Il candidato che pensava di avere trovato il lavoro d’oro è disoccupato e senza lavoro. Con 200 euro in meno. Gli annunci di lavori d’oro in Svizzera sono ancora tutti online. Non credete alla gallina dalle uova d’oro. Non credete ai lavori dai compensi d’oro. Sono truffe, ora è chiaro. E la storia del candidato può servire a salvare altri lavoratori accecati dal sogno, di essere considerati persone e non cv abbandonati, e di trovare un impiego ben pagato.

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