Prevenire il glaucoma: visite precoci per salvaguardare la vista

L’Unione ciechi e ipovedenti della provincia di Sondrio sensibilizza sulla patologia subdola e irreversibile, che colpisce soprattutto gli over 50.

Sondrio

«Le visite precoci per stabilire se vi sono i presupposti per lo sviluppo del glaucoma sono fondamentali, perché generalmente il glaucoma è asintomatico nelle prime fasi. Per questo una visita è essenziale per la misurazione della pressione del bulbo oculare e quindi per prendere coscienza della malattia e fronteggiarla dagli inizi. Non si potrà risolvere, purtroppo, ma il progredire della malattia può essere fermato in modo da non arrivare ad una condizione di cecità».

Così si esprime Stefania Carnazzola, presidente dell’Unione ciechi e ipovedenti della provincia di Sondrio, sodalizio che conta 160 iscritti da Livigno a Madesimo, e che ha al suo interno anche persone affette da glaucoma e che hanno perso completamente la vista.

Una condizione difficile, è pacifico, da evitare in tutti i modi, ed è per questo che in occasione della settimana nazionale del glaucoma, indetta dall’8 al 14 marzo dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, sezione italiana, Uici Sondrio è scesa in campo con una conferenza stampa in cui ha rappresentato il problema nella sua gravità col qualificato contributo di Maria Antonella Bruno Marcello, oculista in Asst Valtellina e Alto Lario.

«È importante prevenire questa malattia perché è subdola e irreversibile – dice Bruno Marcello -. Inizialmente non presenta alcun sintomo che si rileva solo quando il decorso è già avanzato con una riduzione notevole del campo visivo. A quel punto si può intervenire per bloccarne il decorso, ma di glaucoma non si guarisce. Ecco perché la prevenzione è fondamentale per evitare forme gravi di ipovisione se non addirittura di cecità».

Quasi 500mila le persone affette da glaucoma in Italia, generalmente sopra i 50 anni, ma le prime visite oculistiche sono consigliate almeno dai 40 anni in avanti.

«Da quest’età è importante effettuare una prima visita seguita da controlli periodici, ogni due anni, a maggior ragione se in famiglia vi sono già casi conclamati di glaucoma o si soffre di diabete – dice Bruno Marcello -. In particolare noi controlliamo la pressione interno dell’occhio che di norma è compresa fra i 10 e i 20 millimetri di mercurio. Oltre questa soglia i controlli vanno intensificati. Tenendo presente che la pressione, cioè il tono oculare, è data dall’umor acqueo che se in eccesso, perché vi è magari un ostacolo al suo deflusso dentro l’occhio, aumenta la pressione oculare la quale danneggia, a lungo andare, la testa del nervo ottico, cioè la papilla ottica».

E a quel punto sono guai perché il campo visivo si riduce enormemente e occorre ricorrere a farmaci o alla chirurgia per bloccare, quanto meno, il decorso della malattia.

In Asst Valtellina e Alto Lario, ha evidenziato Maria Antonella Bruno Marcello «è attivo un ambulatorio specifico per il glaucoma – dice –, a Sondrio, operativo una volta alla settimana e che vede una media di 12 pazienti per volta. Vi si accede però solo dopo aver effettuato una prima visita presso di noi, perché è lo specialista che invia a questo ambulatorio».

Presenti alla conferenza stampa anche Claudio Barbonetti, direttore sanitario di Asst Valtellina e Alto Lario, Antonio Cricco, delegato per Ats della Montagna dal direttore generale, e Maurizio Piasini, assessore ai Servizi sociali del Comune di Sondrio.

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