Sondrio, dopo l’ennesimo guasto ferroviario sindaco infuriato

Ancora disagi sulla linea Milano Tirano per un problema a un passaggio a livello. Il sindaco Scaramellini attacca: situazione inaccettabile, serve un intervento risolutivo.

Sondrio

Treni fermi, ritardi e disagi per i viaggiatori a seguito del guasto alle sbarre del passaggio a livello in località Trippi, all’imbocco est della tangenziale di Sondrio. L’ennesimo episodio critico sulla linea ferroviaria Milano–Tirano riaccende il dibattito sull’affidabilità del servizio, già messo a dura prova nelle scorse settimane, quando le basse temperature avevano causato un’avaria ai binari con cancellazioni di corse. Una situazione che il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, definisce ormai insostenibile.

«È inaccettabile – attacca il primo cittadino – che i cittadini siano ostaggio di guasti e disservizi continui, senza che nessuno si scusi per i danni arrecati né garantisca rimborsi. Gli interventi realizzati finora non hanno migliorato la situazione». Scaramellini parla di un episodio «surreale», sottolineando come il malfunzionamento abbia riguardato un meccanismo elementare: «Non stiamo parlando di una centrale nucleare, ma di semplici sbarre che devono abbassarsi e alzarsi. Com’è possibile che un guasto del genere non venga risolto immediatamente, evitando pesanti ripercussioni sulla circolazione ferroviaria?».

Parole che si inseriscono in una critica più ampia e strutturata. Nel 2024 in consiglio comunale, il sindaco aveva snocciolato numeri preoccupanti: in un solo mese (marzo 2024) si erano registrati 27 guasti agli impianti e ai passaggi a livello lungo la tratta Tirano–Milano, con ritardi e cancellazioni che avevano colpito quotidianamente lavoratori e studenti. «Il treno – aveva spiegato – sta diventando una scelta residuale, perché il livello di affidabilità è peggiorato. Non chiediamo solo un miglioramento del servizio, ma anche una comunicazione più chiara e tempestiva ai passeggeri».

Al centro delle criticità c’è una linea lunga 105 chilometri, quasi interamente a binario unico, con un numero elevato di incroci tra convogli e ben 62 passaggi a livello. «Sistemi troppo sofisticati e quindi troppo sensibili» li ha definiti Scaramellini, arrivando a evocare provocatoriamente il ritorno dei casellanti. A questo si aggiungono i problemi agli scambi e ai sistemi di gestione, oltre ai disservizi che spesso si originano fuori provincia, tra Milano e Lecco, ma che si ripercuotono a cascata anche in Valtellina.

«Non passa giorno – conclude il sindaco – senza proteste per coincidenze perse e appuntamenti saltati: scegliere il treno è ormai come tentare la sorte. La nostra comunità merita un sistema ferroviario dignitoso». Da qui l’appello a Rfi affinché faccia piena luce sulle cause dei guasti e intervenga in modo efficace, anche con soluzioni temporanee come l’impiego di movieri, per evitare il blocco totale della linea.

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