Cronaca / Valchiavenna
Venerdì 06 Marzo 2026
«Agghiacciante vedere nostro figlio aggredito con tanta violenza»
Parlano i genitori dello studente chiavennasco aggredito a Milano
Chiavenna
«Non siamo rimasti sorpresi del fatto che gli autori della violenza perpetrata verso nostro figlio siano stati subito assicurati alla giustizia, perché sapevamo che i Carabinieri erano avanti con le indagini, ma siamo rimasti colpiti dall’apprendere alcuni dettagli che non ci erano noti e dalla visione delle immagini. Ecco, vedere nostro figlio braccato da quattro giovani è stato davvero pesante».
A dirlo sono Sonia Rasero ed Ezio Oreggia, i genitori di Richard Emanuele, 18 anni appena, studente della 4a liceo scientifico del Da Vinci di Chiavenna, rimasto vittima di un’aggressione in piena regole avvenuta nella notte di domenica 1° febbraio in via Salasco, in zona Bocconi, a Milano. Era con un amico chiavennasco, pure 18enne, che era sceso con lui a Milano in treno, la sera di sabato 31 gennaio, per raggiungere la sala di registrazione di Cinisello Balsamo che i due frequentano spesso come produttori di basi musicali. Poi, un passaggio in Porta Romana per la classica movida del sabato sera, l’incontro con i loro futuri aggressori tramite altri conoscenti in comune, quattro chiacchiere in amicizia e uno sfottò che ha lasciato il segno. L’amico di Richard, infatti, dal momento che i quattro ragazzi si vantavano di aver con loro un coltello a scatto, un tirapugni e dello spray al peperoncino se ne è uscito scherzosamente con la frase “portare con se’ armi a Milano è da puttana”, inizialmente scivolata via indenne, senza ripercussioni, che però, poi, ci sono state. Perché i quattro, due 17enni italiani di seconda generazione e due 16enni dello Sri Lanka, dopo i saluti, hanno pensato bene di tornare sui loro passi e dare addosso ai chiavennaschi.
E la peggio è toccata a Richard colpito con una coltellata alla testa e una allo sterno che per pochissimo non lo manda al creatore. E che nonostante fosse a terra e perdesse molto sangue, è stato pure preso a calci e pugni. «Vedere le immagini è stato terribile per noi e anche la dinamica lo è stata – dice mamma Sonia -. Perché non è possibile che poco prima i ragazzi si abbraccino e si salutino in amicizia e poco dopo venga fuori tutta quella violenza. Per una frase buttata lì scherzosamente. Ora, noi, certo, siamo contenti che i quattro aggressori siano stati intercettati subito ed assicurati alla giustizia, perché non saperli in giro per Milano a nuocere ulteriormente è una buona cosa, però è preoccupante sapere che non si sono resi conto minimamente di quanto hanno fatto. Non hanno preso coscienza della gravità del loro gesto, di aver quasi mandato a morte un loro coetaneo. Se il suo amico non fosse tornato indietro subito a soccorrerlo, se non fosse passata in quel momento una persona che, in piena notte, ha prestato al ragazzo il cellulare per chiamare i soccorsi dato che il suo era scarico, se questi avessero tardato anche di poco e i medici del Policlinico non fossero stati così pronti e professionali come si sono dimostrati, mio figlio non sarebbe sopravvissuto». La lama del coltello è passata a un centimetro dall’arteria polmonare, ma i medici sono stati bravissimi e, dopo due interventi chirurgici, lo hanno dichiarato fuori pericolo. L’11 febbraio il giovane è tornato a casa, poi è rientrato a scuola ed ha ripreso la sua vita. “Con gradualità e attenzione sta tornando alla normalità – dice la mamma -, ma quanto accaduto lo ha scosso. Spero che faccia tesoro di questa brutta esperienza. Quanto agli aggressori ci sarà un processo e una sentenza. Vedremo». Ora sono rinchiusi al Beccaria di Milano gravemente indiziati di tentato omicidio in concorso, porto d’armi e lesioni aggravate. Tre di loro hanno precedenti per rapina e lesioni.
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