Aquile a Chiavenna, insolita visita nel centro abitato

Due aquile reali avvistate in pieno centro a Chiavenna. Alla vista dell’uomo che le ha riprese, sono volate via e a nulla è valso il tentativo degli agenti della Polizia provinciale e dei vigili del fuoco di catturarle per analizzarle.

Chiavenna

Due esemplari di aquila reale sono planati martedì sera, in via don Luigi Guanella, nei pressi di piazzetta don Pietro Bormetti, a Chiavenna, a ridosso dell’albergo-ristorante San Lorenzo.

Ed è stato proprio il contitolare di quest’ultimo, Davide Resta, ad intercettare i rapaci, alle 18.40, mentre si stava recando al lavoro.

«Si è trovato di fronte questi due animali ed è rimasto di stucco – dice la moglie, Francesca Usai –. Ha iniziato a filmarli e, loro, accortisi della presenza dell’uomo, si sono guardati un po’ attorno poi si sono alzati in volo. Si sono diretti verso il parco giochi che si trova vicino alle medie Bertacchi, poi, una di queste aquile è volata sulla pianta che si trova nei pressi dell’oratorio San Luigi. Quando sono rientrata dal vicino palazzo del ghiaccio con mia figlia, alle 21, era appollaiata sull’albero, ma stavolta vicino al crotto “al Prato”».

Francesca Usai ha subito avvisato le forze dell’ordine della presenza dei due animali in strada e sul posto, intorno alle 19.30, è stato allertato dai carabinieri di Chiavenna il personale reperibile della Polizia provinciale. Intorno alle 20.30, sono quindi arrivati sul posto da Morbegno gli agenti che hanno trovato una sola aquila a terra, nel parco giochi chiuso con cancello. Hanno quindi contattato il sindaco Luca Della Bitta per farsi aprire, si sono avvicinati all’aquila nel tentativo di catturarla in sicurezza, ma il rapace si è involato posandosi su un albero di fianco all’oratorio di San Luigi.

A quel punto sono stati chiamati i vigili del fuoco con l’autoscala ed è stato possibile avvicinarsi all’aquila fino circa a un metro, ma si è involata di nuovo planando sull’albero vicino al crotto “al Prato” per cui si è deciso di lasciarla tranquilla, fino alle 6.45 di ieri mattina, quando, tornati sul posto gli agenti della Polizia provinciale l’hanno monitorata fino al suo involo, dopo un’ora circa, verso la Val Bregaglia.

Secondo il commissario capo Piermario Pollieno, comandante della Polizia provinciale, «è ipotizzabile, stante il periodo degli amori, che le due aquile si stessero azzuffando», dice, ed è la prima ipotesi formulata anche dagli esperti dal momento che, all’apparenza, le due aquile non sembravano ferite e tenuto conto che il territorio della Valchiavenna, da Daloò alla Bregaglia, è ricco di nidi.

«Considerato che siamo a ridosso del periodo degli amori, che scatta da metà marzo fino a metà aprile – dice Enrico Bassi, ornitologo, vice presidente del Centro italiano studi ornitologici –, è probabile che l’approdo in centro città sia avvenuto dopo una lunga disputa territoriale in volo dei due rapaci. Uno dei due può aver invaso il territorio dell’altro o volutamente, perché fortemente motivato a farlo, o obnubilato dagli effetti del saturnismo, l’intossicazione da piombo che deriva all’animale dall’esserci cibato di carni di selvatici contaminati dalle munizioni al piombo, che, tra l’altro, in provincia di Sondrio sono vietate dal 1° gennaio scorso sugli ungulati. La prima provincia italiana ad aver eliminato l’uso e la detenzione di queste munizioni così dannose per la catena alimentare animale e umana. Il saturnismo, soprattutto quando colpisce il cervello, disorienta questi animali e li fa planare in luoghi insoliti. Tre ne abbiamo recuperati nei laghi di Como, Lugano e Maggiore lo scorso anno. Per sapere se sono intossicati, però, gli animali vanno catturati e per ora si sono involati. Quindi, al momento, direi che si può parlare di disputa territoriale ferme eventuali successive analisi».

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