Cronaca / Valchiavenna
Lunedì 19 Gennaio 2026
Chiavenna, sgominata baby gang: sei giovanissimi nei guai. Botte e rapine in stazione
Tre indagati sono stati associati al carcere, altri due sono stati collocati in comunità educative per minorenni, il sesto è stato sottoposto all’obbligo di permanenza all’interno dell’abitazione familiare.
Chiavenna
Giovanissimi studenti vittime di aggressioni e rapine quando si recavano a scuola o al termine delle lezioni. I responsabili sono stati fermati dai carabinieri al termine delle indagini. Il 12 gennaio, i militari delle Compagnie di Chiavenna e di Sondrio, supportati in fase esecutiva da quelli della Compagnia di Pesaro, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni di Milano su proposta della locale Procura della Repubblica, a carico di 5 giovanissimi italiani, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Tre indagati sono stati associati al carcere, altri due sono stati collocati in comunità educative per minorenni, il sesto è stato sottoposto all’obbligo di permanenza all’interno dell’abitazione familiare.
Al provvedimento cautelare si è aggiunta anche l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sondrio su proposta della locale Procura nei confronti di un diciannovenne italiano, indagato per avere agito in concorso con loro, il quale, durante la cattura è risultato irreperibile, ma localizzato nel comune di Napoli dall’Arma di Chiavenna, che ne ha diramato le ricerche alle locali Forze di Polizia. La segnalazione di rintraccio ha permesso alla Polizia Ferroviaria di Napoli, nella mattina del 17 gennaio, di arrestarlo, avendolo trovato nell’area antistante la stazione ferroviaria. Oltre ai reati per i quali è indagato in concorso con i minorenni, il giovane dovrà rispondere anche di tentata estorsione.
I provvedimenti sono scattati dopo un’attività investigativa condotta in sinergia dalle Stazioni Carabinieri di Chiavenna e di Morbegno, coordinate dalla Procura di Sondrio e dalla Procura per i minorenni di Milano, che ha accertato la responsabilità dei quattro ragazzi e delle due ragazze destinatari delle misure cautelari in relazione a 4 rapine e tentate rapine, commesse nei mesi di ottobre e novembre 2025 nei pressi e all’interno delle stazioni ferroviarie di quei centri e a bordo di un treno regionale appena partito da Chiavenna, in danno di coetanei, in prevalenza minorenni, ai quali gli indagati hanno rubato somme di denaro, capi di vestiario e cellulari mediante l’uso di minacce e violenze fisiche.
Gli indagati, che hanno sempre agito in due, sceglievano le loro vittime tra i giovani che, in orario pomeridiano, si trovavano presso gli scali ferroviari per incontrare amici o perché in procinto di salire su treni regionali. Si avvicinavano a loro, talvolta coprendosi il viso per non essere riconosciuti, e li minacciavano di mali fisici, spesso dicendo loro che se avessero reagito sarebbero stati colpiti con coltelli che affermavano di avere con sé, li bloccavano afferrandoli al collo o afferrandoli alle spalle, infine si impossessavano del loro denaro, di loro capi d’abbigliamento o telefoni.
Emblematico dell’aggressività espressa dagli indagati è l’episodio verificatosi il 9 novembre scorso a Chiavenna, quando due degli indagati, dopo aver convinto un sedicenne a seguirli nel bagno della stazione ferroviaria con la scusa di offrirgli in vendita un capo d’abbigliamento, lo colpivano con pugni al viso procurandogli la frattura del naso, gli strappavano un orecchino ferendolo al lobo, quindi si impossessavano del denaro che aveva in tasca e della sua felpa. Prima di lasciarlo solo e ferito, gli intimavano di rimanere nel bagno per almeno 10 minuti e gli sottraevano il telefono per poi gettarlo a terra dopo averne estratto la SIM, cosicché non chiedesse aiuto. Il giorno successivo, gli autori dell’aggressione contattavano la vittima tramite WhatsApp e tentavano di estorcergli altro denaro, minacciandolo, in caso di rifiuto, di ulteriori e più gravi violenze.
L’indagine condotta dalle Stazioni Carabinieri di Chiavenna e di Morbegno, anche attraverso l’analisi dei filmati di sistemi di videosorveglianza, la raccolta delle dichiarazioni di testimoni e riconoscimenti fotografici, si inscrive nell’ambito degli sforzi quotidianamente espressi dall’Arma in direzione della prevenzione e repressione di fenomeni di microcriminalità commessi da gruppi di giovani.
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